Business Milan, fra fuoriclasse non acquistabili e il modello Bayern
Antonio Vitiello
Il fuoriclasse bisogna costruirlo in casa ma non è detto non arrivi, il modello è il Bayern, stipendi al 50% del fatturato e non c'è l'intenzione di vendere il club. Barbara Berlusconi, nella sua intervista rilasciata a L'Equipe ha fatto le carte al Milan che verrà, quello che dovrà essere giocoforza meno costoso rispetto al recente passato, o meglio, più economicamente sostenibile. C'è però una bellissima forbice fra quello che il dirigente vorrebbe e quello che in realtà è il Milan attuale, costretto a barcamenarsi fra proiezioni più o meno reali di quello che può essere il fair play finanziario e il bilancio prossimo.
Attualmente è sul filo di lana. Nel senso che i rossoneri sono stati bravi ad abbattere il monte stipendi che era di circa 160 milioni lordi nella scorsa stagione, fino ai più o meno 110 (bonus inclusi) di quest'anno. Sforbiciando qua e sforbiciando là i meneghini hanno messo a posto un bilancio che altrimenti sarebbe stato tragico, ma con i veri "risultati" che si vedranno l'anno prossimo: perché, per sei mesi, gli stipendi erano quelli precedenti ed è giusto avvicinarsi con una media reale e ponderata.
50% DI STIPENDI - Il fatturato del Milan è di circa 250 milioni di euro, leggermente in salita per merchandising (estero, non italiano) e vari contratti televisivi e di Champions. Insomma, per essere in salute bisognerebbe spenderne circa 125 in stipendi, nel 2012 si galleggia leggermente più alti. Nel 2013 sarà sicuramente più basso anche se bisognerà vedere i vari adattamenti di salario - primo fra tutti quello di El Shaarawy, poi c'è Pato che è una grana enorme - ma il rischio è quello di non andare in Champions League. -30 milioni secchi che significherebbero una sforbiciata di altri 15 nel prossimo mercato. Robinho è il primo nome che salterebbe, poi Pato, appunto.
IL FUORICLASSE - In questo quadro c'è spazio anche per il giocatore che dovrebbe andare, nell'immaginario dei tifosi, a colmare quella lacuna lasciata dagli Ibra e dai Thiago Silva. Premesso che l'esplosione di El Shaarawy è una vera e propria manna dal cielo, non si può pensare a un Milan che prova a fare le nozze coi fichi secchi. Soprattutto in tempo di elezioni, Berlusconi vorrà dare al suo Milan un campione di primissimo pelo e poi farlo passare per lo sforzo del rinforzino. Perché i rossoneri smuovono una parte di voti e basta pensare alla cessione di Kakà nel 2009, avvenuta il giorno dopo le elezioni, con magnifico tempismo. Mario Balotelli al City ha oramai concluso un ciclo, guadagna circa 3,9 milioni di euro netti annui (come Pato) e ha un contratto in scadenza 2014 (come Pato). Troppo poco per considerare una trattativa già in ballo, ma l'ultima stecca - nel derby di Manchester, ieri - può aprire le porte a una cessione in prestito. Con diritto di riscatto, chissà se Galliani volerà a Manchester e cederà Pato, stavolta.
L'INTENZIONE DI VENDERE IL CLUB - Per ora non c'è, ma dipenderà molto dalle prossime vicende, sia sportive che extra, con Berlusconi che potrebbe essere "costretto" da situazioni contingenti a prestare orecchio alle sirene che arrivano fuori dall'Italia. Dopotutto era stato il Presidente il primo a spazientirsi nel corso degli ultimi mesi: proteggere l'investimento vuol dire anche non voler far capire troppe volte di volerlo cedere.
MODELLO BAYERN - E' forse la cosa meno realizzabile di tutte. L'Allianz Arena di Monaco è di intera proprietà del Bayern perché il Monaco 1860 ha dovuto cedere le proprie quote anni fa, a causa di una crisi economica imminente. Il gioiellino dei bavaresi è dunque frutto di una cessione interessata ed è all'avanguardia pressoché in tutto. Con la legge stadi che langue in Senato, è dura pensare di avere novità nel prossimo futuro. C'è un però: lo stadio non rientra nei costi e nei parametri calcolati dal fair play finanziario, e ovviamente darebbe benefici immediati. Il Bayern fattura all'anno 100 milioni in più del Milan, di questi 75 arrivano dallo stadio (110 a 35), ed è impensabile competere in Europa con queste possibilità economiche. Almeno finché il Milan non avrà uno stadio di proprietà.


