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Tra dubbi e certezze il Milan studia la rimonta

autore
Luca Guazzoni
per Milannews.it
martedì 11 dicembre 2012, 14:00Primo Piano
autore Luca Guazzoni
11.12.2012 14:00Primo Piano

Pregi e difetti, sfaccettature di un poliedro che nelle ultime giornate sembra pronto per essere smussato agli angoli e dare una sfera perfetta. Il Milan è rientrato dalla doppia trasferta di Catania e Torino con tante certezze ma anche con la consapevolezza che gli errori devono essere ridotti al minimo per cercare di raggiungere l’obiettivo terzo posto – distante nove punti - che un mese fa sembrava una follia.
Il Milan non esprime un gran calcio corale e vive delle accelerazioni dei suoi interpreti. A cominciare da El Shaarawy arrivato ad un punto in cui anche una giornata storta diventa brillante tra cross che diventano vincenti un po’ a caso (ringraziando Gillet) e realizzazioni facili facili per disattenzioni avversarie. Il Milan poi ha un evidente problema di atteggiamento: non è possibile concedere – e questo capita soprattutto in trasferta – almeno mezz’ora prima di cominciare a fare sul serio. Perché se con Catania, Torino e per certi versi anche con il Napoli – squadra che lascia giocare – è possibile recuperare, farlo in Champions diventa fatale. Terzo ed ultimo evidente difetto una tenuta difensiva fallace: Mexes in primis alterna momenti in cui giganteggia ad altri in cui sembra un giocatore di Terza Categoria. E senza una difesa che regga l’urto è impensabile pensare di infilare una serie di risultati da tre punti per la rimonta.
Passiamo invece ai punti di forza.

Il vento è cambiato insieme alla fortuna. Lo si vede anche dalle decisioni arbitrali al limite – o anche quelle ben oltre -: se prima un’azione dubbia finiva con il fischio contrario sempre e comunque, ora questa tendenza sembra invertita – rigore con la Juve, gol del Faraone a Catania in fuorigioco, fallo non ravvisato di Pazzini all’Olimpico -. Stesso dicasi per i tiri che prima finivano fuori di un soffio e che ora invece si infilano sotto la traversa o al di qua del palo. Poi l’orgoglio: perché se il Milan non dimostra personalità con avvii lenti, dimostra carattere con recuperi rock. Che è una condizione necessaria per raggiungere obiettivi minimi. Infine finalmente hanno cominciato a segnare anche i non crestati: lo ha fatto il Boa, il Noce, il Pazzo. Lo stesso Binho è riuscito a non sparare sulla Luna la ghiotta occasione di Torino. E levare pressione dalla spalle di El Shaarawy non può che fare bene: sia al Faraone, spalle larghe per un 20enne, ma soprattutto al Milan.

per Milannews.it

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