Non perdiamo Robinho, campione ed esempio per gli apprendisti stregoni
Carlo Pellegatti
Sono i giorni decisivi per capire se Robinho rimarrà al Milan o verrà attratto dalla sirene del Santos. Mi dispiace che molti tifosi rossoneri vivano questa situazione, con noncuranza, quasi con disinteresse, come se non stessero per perdere uno dei pochi grandi giocatori che ancora calchino, anzi che ancora accarezzino, i prati verdi. Robinho è uno dei primi 15 giocatori al mondo, come stile, come classe, come eleganza. Sacrificarlo depauperebbe una rosa, che è stata già privata di petali profumati. Anche se i dirigenti del Milan, poi, incassassero non certo i ridicoli 6 milioni offerti in queste ore dal club brasiliano, ma anche i 12/15 milioni, suo reale valore, non sarebbe per loro facile trovare, anche a queste cifre, un campione di questa caratura. Oggi, se un club sudamericano infatti mettesse sul mercato un nuovo Robinho, la sua cifra non scenderebbe sotto i 30 milioni, con il dubbio poi di un suo adattamento al calcio italiano o, europeo, in generale.
La finta e la rete contro il Torino, il morbido assist a El Shaarawy a Napoli sono cammei, ammirati dai tifosi di tutto il mondo, per la loro purezza, per il loro nitore, una gioia per i palati fini degli appassionati, che amano la bellezza del calcio, che vogliono ancora stupirsi per le giocate dei protagonisti. Il brasiliano deve rimanere, a maggior ragione oggi, dopo che il Presidente Berlusconi ha dato chiaro ordine di puntare sui giovani. Robinho può essere un chiaro riferimento tecnico per gli… apprendisti stregoni. Niang, Bojan, lo stesso El Shaarawy possono non solo migliorare, vivendo e lavorando accanto a fuoriclasse di tale livello, ma anche scoprire i segreti di quei piedi, che, con naturalezza, in scioltezza, con il sorriso sanno inventare le prodezze più straordinarie. Fabio Capello ha sempre sostenuto che chi guarda al passato non può avere futuro, ma, quando rivedo il dribbling di Ronaldinho, i palloni affilati come rasoi di Solingen regalati da David Beckham, non posso che accusare un colpo di nostalgia. Per questa ragione, non voglio ammirare Robinho solo in cineteca, non voglio perdere la possibilità di gustarmi, in diretta, un Robinho alla panna tutte le domeniche, l ‘unico dolce molto calorico che non alza la glicemia, ma anzi rasserena la mente e l’anima.


