Galeazzi, ex all. Gatti: "Come attaccante è il migliore della Juventus, Spalletti si ricrederà e lo farà giocare titolare. Cessione? Sarebbe stato l'ennesimo errore della dirigenza"
"Quando in casa pensi di avere dei campioni, sono poi le riserve a risolverti i problemi. E' la normalità del calcio. I gol di Federico ormai non fanno nemmeno più notizia, i jolly possono pescarli tutti ma lui dimostra sempre di esserci quando le cose non vanno bene. Non ha paura di niente, è entrato con l'intento di far gol e ci è riuscito". Pensieri e parole di Sergio Galeazzi, ex allenatore di Federico Gatti ai tempi del Verbania, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha parlato del suo ex calciatore e non solo:
Gatti cambia ruolo?
Possiamo dire che Luciano Spalletti ha trovato l'attaccante?
"Spalletti, che non lo vede un granché bene, lo ha buttato dentro per la disperazione. Si ricrederà. Ha azzeccato la mossa, va bene, ma il merito è di Gatti. Penso che Federico non debba più essere solo l'ultima delle scelte, lui merita di essere titolare e lo diventerà".
Insisto sulla domanda precedente, visto che leggevo un'intervista in cui parlavi di come con te aveva giocato proprio da attaccante. Non è che Gatti, chiuso da Lucumi e Bremer in difesa, può diventare davvero il valore aggiunto in avanti? Per caratteristiche, è proprio quello che cercava l'allenatore.
"Può esserci l'opportunità di emergere in un altro ruolo, ad esempio se lo metti in porta vi garantisco che inizia a giocare bene anche lì tra i pali. Se venisse schierato attaccante, Federico darebbe molto di più di Kolo Muani e degli altri per cui hanno speso grosse cifre. Ma qui parliamo di un top club che punta a vincere il campionato, non di un club di Serie C con tutto il rispetto. Per questo la vedrei come una mossa della disperazione, sarebbe un po' tutto azzardato. Però il concetto resta: come punta, fa meglio di tutti quanti li dentro".
Contento non sia andato via
Poi quasi un segno del destino a pensarci, perché Federico Gatti ha avuto la possibilità di andare al Porto la scorsa settimana.
"E sarebbe stato l'ennesimo errore fatto dalla dirigenza juventina. Un giocatore così tutta la vita, oltretutto italiano. E' juventino, l'ultimo ad arrendersi. Se lui avesse accettato, la Juve lo avrebbe venduto. Per prendere chi, poi? Ora il mercato è chiuso, ma se lo avesse venduto al Napoli lo avrebbe sostituito con uno straniero che non vale il nostro Gatti. Ma perché? Dà l'anima, sputa sangue ed è uomo spogliatoio. Io proprio non capisco".
La sua miglior qualità
Qual è la forza di Federico Gatti?
"E' una bestia a livello mentale, forte di testa e con la testa. Forse ha meno qualità, ma dal punto di vista della mentalità ha un qualcosa in più degli altri. E' sempre l'ultimo a mollare, come ha poi detto lui stesso nelle interviste a fine partita. Era così anche a Verbania, il primo ad arrivare all'allenamento e l'ultimo ad andarsene. Dovevo dirgli basta per quanto facesse in più, ma alla fine è grazie a tutto questo se oggi gioca nella Juventus".
Hai accennato al periodo di Verbania, vuoi approfondirlo?
"Federico non è mai cambiato, è uguale all'epoca. E' lo stesso ragazzo umile e appassionato di calcio che ho conosciuto, considera che al mattino faceva il muratore e poi veniva ad allenarsi con noi. Ora che è arrivato alla Juventus, ha sempre la stessa dedizione e voglia di non mollare di un centimetro. Quando segnò il gol col Siviglia in Europa League, mi scrisse che il gol me lo aveva dedicato. Perché? Mi ha raccontato di quante persone lo contattassero per magliette, biglietti o altro, a differenza mia che non gli avevo mai chiesto niente. Oggi è un giocatore della Juve e per questo non si è mai montato la testa. Vi racconto quest'episodio proprio per rimarcare ancora di più la sua normalità e la sua forza mentale".
Si ringrazia Sergio Galeazzi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


