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Come la Svezia, parcheggiare l'autobus. Ma cosa può fare la Bosnia di diverso?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 08:00Serie A
di Andrea Losapio

Come la Svezia, parcheggiare l'autobus. Ma cosa può fare la Bosnia di diverso?

Sergej Barbarez, nella conferenza stampa di ieri, è stato più realista del re. "Se segniamo, ed è uno a zero per noi, parcheggiamo l'autobus da una parte. Sennò lo parcheggiamo dall'altra parte. Facciamo iniziare la partita, sono felice di essere arrivato fin qui. Sento e vedo che l'amore nasce da questi giocatori. Cambi di formazione? Già da un anno e mezzo giochiamo con un sistema che corrisponde a quello che possiamo fare. Non so se è il momento di fare esperimenti, lasciamo che eventualmente sia l'avversario a farlo". Del resto, cosa si può chiedere di più alla Bosnia? Una squadra discreta ma inferiore per qualità tecniche all'Italia che, da par suo, già contro l'Irlanda del Nord ha fatto una fatica immane a sbloccare il risultato. Il gol di Tonali è l'evidente cambio di paradigma fra una partita troppo difficile e una sin troppo semplice. Come ha fatto la Svezia, otto anni fa, segnare è la discriminante. Perché in caso di uno a zero le forze si moltiplicano e il rischio di non riuscire ad abbattere il muro è concreto. L'Italia ha segnato per la prima volta, contro l'Irlanda, dopo quasi trent'anni dall'ultimo playoff (1997 in Russia) ed è evidente che se si dovesse trovare sotto rischierebbe davvero di non avere la forza per soverchiare un avversario che sì, non ha le stesse qualità, ma tutti che giocano in Europa.