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tmw / milan / I fatti del giorno
La Bosnia ci crede. Dzeko: "Di cosa ha paura l'Italia?". Barbarez: "Autobus da una parte o dall'altra"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:49I fatti del giorno
di Andrea Losapio

La Bosnia ci crede. Dzeko: "Di cosa ha paura l'Italia?". Barbarez: "Autobus da una parte o dall'altra"

"Se segniamo, ed è uno a zero per noi, parcheggiamo l'autobus da una parte. Sennò lo parcheggiamo dall'altra parte". Sergej Barbarez, tecnico della Bosnia, non ha intenzione di fare pretattica, spiegando come il suo piano gara non cambierà almeno dal primo minuto. "Già da un anno e mezzo giochiamo con un sistema che corrisponde a quello che possiamo fare. Non so se è il momento di fare esperimenti. È una partita molto importante per l'Italia, ma lo è anche per noi". Edin Dzeko invece ha fatto leva sul timore che può avere la squadra azzurra. "Non so perché l'Italia deve avere paura di Galles o Bosnia. È una Nazionale incredibile, che ha vinto quattro Mondiali, se ha paura di giocare in Galles qualcosa non funziona. Forse dobbiamo vedere anche in questo modo che possono soffrire in questa partita. Si giocano tanto dopo due Mondiali persi. Vuol dire che hanno paura. Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto di che parliamo, non ci sono problemi. Abbiamo visto tutti quello che è successo. È una cosa normalissima. Tutti noi abbiamo le preferenze. Forse la mia era di non giocare contro l'Italia in questa finale, non posso esultare perché ci gioco contro. Però ovviamente oggi bisogna essere attenti, con i social tutto diventa normale, tutto si ingigantisce. L'Italia non voleva giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì, senza paura, e abbiamo vinto". Dzeko però non alza il tono della sfida. "Ho visto Gattuso nella partita a Firenze, Fiorentina-Milan. Gli ho detto "mister spero di vederti in Bosnia" ed eccoci qua. Ci vediamo in una partita importantissima per tutti e due i paesi. In Italia ho molti amici, prima e dopo la partita ci sarà molto rispetto. Quando inizia l'inno italiano tutti devono alzarsi e applaudire. L'Italia è venuta a giocare in amichevole dopo la guerra in Bosnia nel 1996. Per questo siamo sempre grati, poi nei novanta minuti ci sarà una guerra. Dopo amici come prima, succeda quel che succeda".