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Milan e Napoli, destini incrociati. Il Mattino: "Allegri-Conte, sfida tra Champions e futuro"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 07:23Rassegna stampa
di Laerte Salvini

Milan e Napoli, destini incrociati. Il Mattino: "Allegri-Conte, sfida tra Champions e futuro"

Il Mattino mette a confronto le panchine più calde del finale di stagione, quelle di Allegri e Conte, accomunate da una qualificazione Champions ancora da blindare e da atmosfere interne ben diverse. Il Milan ha vinto una sola delle ultime sei partite e a Milanello il clima è da resa dei conti: Cardinale ha lanciato messaggi inequivocabili, il primo a partire in caso di mancata Champions sarebbe proprio Allegri, con il contratto in scadenza tra tredici mesi. Il Napoli invece è a tre punti di vantaggio su Milan e Roma, ma il pareggio contro il Bologna ha lasciato strascichi pesanti: De Laurentiis pretende una reazione forte a Pisa, accompagnata dai tre punti. A Castel Volturno i silenzi sono tesi ma controllati. Conte ha chiesto e ottenuto pieni poteri fin dal primo giorno, decidendo persino chi potesse accedere agli spogliatoi, e quella compattezza va confermata domani. L'ombra del futuro aleggia comunque: il contratto scade il 30 giugno 2027 e da settimane si gira intorno al prossimo incontro tra il tecnico e il presidente. In queste ore filtra fiducia sulla prosecuzione del rapporto, anche se De Laurentiis ha chiesto chiarezza su un eventuale interesse per la panchina della Nazionale. Il finale di stagione è tormentato, segnato dalla fase negativa di Hojlund, due mesi senza gol, e da troppi infortuni accumulati nel corso dell'anno. C'è però una differenza che il quotidiano sottolinea con forza: le tifoserie. A San Siro le contestazioni si sono già sentite, prima verso Leao e poi verso l'intera squadra. Al Maradona no, solo incoraggiamenti anche dopo la caduta contro il Bologna. Un segnale che racconta non solo fede cieca, ma apprezzamento concreto per il lavoro svolto in questo biennio, quello che ha portato due scudetti e ha trasformato Napoli in un modello. Tutti dalla stessa parte, come sempre.