Al Milan resta solo Ibra. E risuonano le parole di 2 anni fa: "Sono il boss, comando io"
Gerry Cardinale ha fatto piazza pulita: fuori Allegri, Tare, Furlani, Moncada. Non Ibrahimovic. E lo svedese, che si era defilato nell'ultima stagione, è destinato ad acquistare potere. Tutto è nelle sue mani e in quelle del proprietario.
Lo svedese già da oggi è al lavoro per ricostruire. Insieme sceglieranno l'amministratore delegato, il direttore sportivo e l'allenatore. Su quest'ultimo profilo si tornerà alle idee originarie di due anni fa: un profilo internazionale, che proponga un calcio offensivo e divertente. Andoni Iraola è il nome che sta circolando in queste ore: lo spagnolo se solo volesse potrebbe già firmare col Crystal Palace, invece resta in attesa di un club più prestigioso: magari proprio i rossoneri?
In questi due anni sono stati in molti a chiedersi quale fosse il ruolo di Ibrahimovic. Zvonimir Boban, prima di un Milan-Liverpool di Champions, glielo chiese in diretta TV ricevendo una risposta, tra il serio e il faceto: "Comando io, sono il boss e tutti gli altri lavorano per me". Mai come adesso l'impressione è che sarà davvero così. Peccato che i tifosi del Milan non siano d'accordo, a giudicare dallo striscione esposto oggi.
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