Milan, Ferrari si propone: "Non c'è ancora nessun accordo, ma potrei fare la differenza"
Massimo Ferrari non sarà più il direttore generale di Webuild, il più grande general contractor italiano nato dall’unione di Salini e Impregilo. A comunicarlo è stato lui stesso che, dopo aver seguito anche i lavori per la proposta di ristrutturazione di San Siro, compito che gli era stato affidato dal Comune di Milano e che Inter e Milan avevano respinto, ha spiegato di non voler continuare in quel ruolo, lasciando però le porte aperte ad altri incarichi.
Nella nota si legge come la risoluzione del contratto avrà effetto dal 30 settembre 2026, successivamente all’approvazione dei conti semestrali "al fine di garantire la piena continuità operativa e un ordinato passaggio delle responsabilità". Ferrari, che è stato membro del CdA del Milan dal 2020 al 2022, ha commentato anche le voci che, contestualmente a questa decisione, lo hanno accostato ai rossoneri.
Intervistato da Il Giornale infatti, ha presentato la sua candidatura per diventare il nuovo amministratore delegato del Diavolo, alla ricerca di figure dirigenziali dopo gli addii di Tare, Furlani e Moncada: "Non c’è ancora nessuno accordo, ma potrei fare la differenza nella gestione di gruppo che non è solo un team di calcio, ma è di fatto un’azienda complessa dal punto di vista economico tra sponsor, ingaggi e diritti tv".
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