Sebe (A Bola): "Milan, Amorim può essere quello giusto. E Rafael Leao..."
Ruben Amorim è l’allenatore giusto per il Milan? Nel giorno in cui il tecnico ha firmato il suo contratto con il club rossonero, lo abbiamo chiesto a Francisco Sebe, giornalista portoghese di A Bola.
Che tipo di calcio propone Ruben Amorim?
“Come si dice nel calcio, lo stile di gioco proposto da Ruben Amorim è facile da analizzare, ma difficile da contrastare. Si basa su un 3-4-3 ben definito, con i giocatori alle spalle del centravanti che si spostano verso le zone centrali e l’ampiezza garantita dai due esterni, che devono avere caratteristiche specifiche: non sono terzini puri, ma giocatori dalla spiccata propensione offensiva, ai quali viene richiesto anche un importante contributo difensivo, come accadeva con Geny Catamo e Maxi Araújo allo Sporting. L’azione parte dal basso attraverso i due difensori centrali di destra e di sinistra, con il mediano coinvolto nella costruzione. Idealmente, il centravanti deve essere in grado di proteggere il pallone nelle zone avanzate, ma anche di attaccare la profondità: Gyökeres rappresentava il prototipo dell’attaccante ideale per Amorim”.
Può essere l’allenatore giusto per il Milan?
“Voglio credere di sì. Il lavoro svolto da Ruben Amorim allo Sporting è stato di altissimo livello e ha reso i Leões, in quel periodo, la squadra più forte del Portogallo. A Manchester le cose non sono andate come previsto, ma la storia recente ci dimostra che qualsiasi allenatore avrebbe avuto elevate probabilità di fallire all’Old Trafford. Anche il Milan rientra nella categoria delle ‘grandi decadute’, quindi la sfida per il tecnico portoghese sarà ancora una volta enorme. Tuttavia, come lui stesso ha ammesso in passato, ha sempre sognato di allenare il Milan e la sua motivazione sarà certamente altissima. Se l’obiettivo è riportare nuova vita nel Milan, Amorim sembra l’uomo giusto per questo compito”.
Chi è il vero Ruben Amorim dopo la difficile esperienza al Manchester United: un allenatore ancora convinto delle proprie idee oppure un tecnico disposto ad adattarle maggiormente?
“Per quanto accaduto e per ciò che ha dimostrato a Manchester, anche davanti alle difficoltà, Amorim non è il tipo di allenatore disposto ad abbandonare i propri principi tattici. A Milano non farà eccezione e ritengo molto probabile che resterà fedele all’approccio adottato finora. Il tecnico portoghese rimane legato alle idee che considera corrette e, anche qualora introducesse alcuni piccoli aggiustamenti, i cambiamenti non sarebbero mai radicali”.
Quanto è importante, per Amorim, lavorare con una dirigenza capace di costruire la squadra secondo le sue esigenze tattiche?
“Direi che sarà essenziale. Allo Sporting, Amorim ha avuto il tempo necessario per costruire e assemblare una rosa modellata sulle proprie esigenze. A Manchester ha provato a fare lo stesso durante l’estate del 2025, ma non tutto è andato secondo i piani. In ogni caso, anche alla luce di quanto scritto in precedenza, credo che l’allenatore non avrebbe accettato la proposta del Milan senza ricevere garanzie sulla disponibilità delle risorse necessarie e sulla possibilità di avere voce in capitolo nelle scelte di mercato, in linea con ciò che ritiene indispensabile”.
Che tipo di rapporto potrebbe instaurare con Rafael Leao, considerando il modo in cui Amorim gestisce i giocatori di maggiore talento e personalità?
“Se fino a pochi giorni fa la partenza di Rafael Leao sembrava quasi scontata, l’arrivo di Ruben Amorim a San Siro potrebbe condurre a un esito differente. È un allenatore dotato di eccezionali capacità motivazionali, capace di instaurare rapporti molto stretti con i propri calciatori e, a mio avviso, quell’‘attenzione’ è esattamente ciò di cui Rafael ha bisogno. Naturalmente, il giocatore avrà i propri programmi, ma, qualora accettasse di confrontarsi con Amorim, potrebbe cambiare idea. Dall’altra parte, dopo le sue dichiarazioni pubbliche, Leao dovrà anche, in qualche modo, ricucire il rapporto con i tifosi del Milan”.
In Portogallo Amorim è considerato pronto a rilanciarsi immediatamente in un club come il Milan oppure si ritiene che avrebbe bisogno di un contesto meno esigente?
“Guardo a questa scelta di Amorim con particolare interesse. Prende nuovamente le redini di un club storico che non attraversa il proprio momento migliore, proprio come era accaduto a Manchester, e di una delle società che aveva sempre sognato di allenare. Affronta questa sfida molti mesi dopo aver lasciato l’Old Trafford. Nel frattempo avrà certamente avuto altre opportunità o sarà stato contattato da club della Premier League e di altri campionati, ma ha aspettato e ora ha deciso che questa fosse la scelta giusta. Se l’allenatore ha valutato attentamente la decisione e l’ha presa, è perché, dal suo punto di vista, la considera corretta. Saremo qui per verificare, a tempo debito, se sarà davvero così”.
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