Milan, doveva essere rivoluzione, in 28 giorni è diventata una riorganizzazione. Ecco il nuovo assetto
Ad un mese dal tracollo contro il Cagliari che portò ad una serie di addii a cascata, il Milan sceglie di ripartire e lo fa attraverso tutti gli uomini che già aveva in casa. Amorim a parte, i rossoneri più che una rivoluzione hanno attuato una riorganizzazione, con il proprietario Gerry Cardinale che ha deciso di scendere in campo in prima persona e di stare molto più vicino alla squadra.
Dopo i 'no' di Rangnick, Krosche e tutta quella serie di nomi accostati al diavolo in questi lunghi e tumultuosi ventotto giorni. Il Milan sceglie la rischiosa via del 'modello Red Bull' fortemente voluto da Cardinale e che vedrà al vertice della piramide rossonera un tridente composto dallo stesso numero uno di Red Bird, dal tecnico Ruben Amorim e da Massimo Calvelli, nominato Amministratore Delegato. Sotto di loro ci sarà una parte sportiva che vede Hendrik Almstadt come Director Player Trading (una sorta di Direttore Sportivo), affiancato da Bobby Gardiner nel ruolo di Director of Football Intelligence (a lui toccherà l'individuazione dei giocatori) e da Donato Lomonte, Direttore dell'Area Scouting. Per quanto riguarda le giovanili, Jovan Kirovski resta il Responsabile del Milan Futuro, mentre Vincenzo Vergine il Responsabile delle Giovanili.
Sarà comunque un Milan fortemente legato a RedBird, con Calvelli e Castelblanco già membri del CdA rossonero come advisor per gli investimenti e le trattative di mercato e con Ibrahimovic advisor per l'area sportiva. Insomma, l'attesa è finita e il nuovo Milan è nato, ora a Cardinale il compito più difficile: costruire una squadra forte che possa tornare a competere per un posto in Champions League.
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