Addio a Stefano Borgonovo, a tredici anni dalla scomparsa sempre nel cuore di tutti
La storia di Stefano Borgonovo, morto il 27 giugno 2013, rappresenta una delle pagine più profonde, drammatiche e al tempo stesso fustigatrici del mondo del pallone italiano.
Trent’anni di calcio vissuti all’attacco, seguiti da una battaglia leonina contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica. La parabola umana e professionale di Stefano Borgonovo, scomparso il 27 giugno 2013, rappresenta una delle pagine più profonde, drammatiche e al tempo stesso fustigatrici del mondo del pallone italiano.
Dalla Brianza a San Siro: il percorso sul campo
Cresciuto nel settore giovanile del Como, squadra con cui debutta in Serie A a soli 17 anni nel 1982, Stefano Borgonovo si afferma rapidamente come un attaccante moderno, dotato di un eccellente senso della posizione e di un'eleganza innata nei movimenti. La sua consacrazione definitiva avviene nella stagione 1988-1989 con la maglia della Fiorentina.In riva all'Arno nasce la celebre coppia d'attacco battezzata dai media "B2": Borgonovo realizza 14 reti in campionato, muovendosi in perfetta simbiosi con un giovanissimo Roberto Baggio, al quale rimarrà legato da un'amicizia fraterna per tutta la vita.Le prestazioni in Toscana convincono il Milan di Arrigo Sacchi a richiamarlo alla base per la stagione successiva. In maglia rossonera Borgonovo vince la Coppa dei Campioni nel 1990, lasciando il proprio marchio indelebile nella semifinale di ritorno contro il Bayern Monaco, decisa proprio da un suo iconico gol pallonetto nei tempi supplementari. La sua carriera agonistica proseguirà poi tra Pescara, Udinese e Brescia, prima del ritiro definitivo nel 1996.La diagnosi e la sfida alla "Stronza"
Il dramma si materializza nel 2005, quando iniziano a manifestarsi i primi problemi di mobilità. La diagnosi ufficiale arriva tre anni più tardi, nel 2008: Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Borgonovo decide immediatamente di non nascondersi. Ribattezza pubblicamente la malattia "la Stronza" e sceglie di mettere la propria immagine a disposizione della collettività per sensibilizzare l'opinione pubblica su una patologia che colpisce in modo statisticamente anomalo gli ex calciatori professionisti.Il 21 settembre 2008 lo stadio Artemio Franchi di Firenze si riempie per una memorabile partita benefica tra Fiorentina e Milan. Stefano entra in campo su una sedia a rotelle, spinta dall'amico di sempre Roberto Baggio, salutando il pubblico solo attraverso il movimento degli occhi, l'unica parte del corpo sottratta alla paralisi.La Fondazione e la svolta scientifica
Insieme alla moglie Chantal, colonna portante di tutta la sua seconda vita, l'ex attaccante dà vita alla Fondazione Stefano Borgonovo Onlus. L'obiettivo è duplice: finanziare la ricerca scientifica per trovare una cura e supportare le famiglie dei malati di SLA, spesso lasciate sole a gestire i costi e la complessità dell'assistenza domiciliare.Grazie a un computer a puntamento oculare, Borgonovo scrive l'autobiografia "Attaccante nato" e continua a collaborare con i principali quotidiani sportivi nazionali, offrendo analisi lucide sul calcio e stimolando costantemente le istituzioni sportive a fare di più sul fronte dei controlli medici e delle tutele per la salute degli atleti. L'eredità istituzionale e medica La scomparsa di Stefano, avvenuta all'età di 49 anni durante lo svolgimento della Confederations Cup 2013 (in cui la Nazionale italiana giocò con il lutto al braccio), non ha interrotto il lavoro avviato. La sua vicenda ha costretto la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la medicina sportiva ad avviare studi epidemiologici approfonditi sui nessi di causalità tra l'attività calcistica di vertice, l'uso passato di determinati farmaci e l'insorgenza di malattie neurodegenerative. Oggi la Fondazione Borgonovo prosegue le sue attività di fundraising, rimanendo un punto di riferimento internazionale nella lotta contro le malattie del motoneurone. L'evento "Un gol per Borgonovo" a Castiglioncello ha rappresentato uno dei momenti più genuini di solidarietà del calcio italiano, ideato quando Stefano Borgonovo era ancora in vita per sostenere la sua neonata Fondazione Onlus nella ricerca contro la SLA Nato nel 2009 (l'anno successivo all'annuncio pubblico della malattia da parte di Stefano) all'interno del tradizionale contesto delle serate del calciomercato estivo a Castiglioncello, l'evento è stato fortemente voluto dal Direttore di TUTTOmercatoWEB.com (all'epoca Michele Criscitiello, insieme all'editore TC&C Andrea Pasquinucci) e dal giornalista di Sky Sport Gianluca Di MarzioAltre notizie
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