Italia, Di Guglielmo: "Giocare all'Arena Garibaldi è un sogno che non pensavo di poter vivere"
Le Azzurre affronteranno Serbia (domani, 18:15) e Svezia (martedì 9, ore 19:00) nelle ultime due gare del Gruppo 1 di qualificazione a Brasile 2017.
La terzina dell’Italia Femminile Lucia Di Guglielmo ha parlato in conferenza stampa della sfida di domani contro la Serbia, valida per le qualificazioni al Mondiale in Brasile del prossimo anno, soffermandosi a lungo sul fatto di giocare in quella Pisa dove è nata e cresciuta: “Si tratta di una grande emozione e forse anche un sogno poter essere qui a Pisa con i colori della maglia azzurra. È qualcosa di grande, che non mi sarei mai aspettata. Sono felice che Pisa possa fare parte del nostro cammino in un momento così importante. Sono contenta di poter giocare qui con l’Italia e dare l’occasione a tutte le persone che mi hanno visto crescere dare l’opportunità di vedere la Nazionale da vicino. Spero che possa essere d’auspicio per una crescita ulteriore specialmente in un anno importante per il Pisa anche se non è finito nella migliore delle maniere”.
Si aspettava di arrivare a questo livello quando ha iniziato?
“Quando ho iniziato a giocare, in una squadra di maschi, non sapevo neanche dell’esistenza del calcio femminile, ora le cose sono cambiate e se ripenso a me bambina pensare di venire a Pisa a vedere la Nazionale mi sembrava qualcosa di incredibile. Sono contenta per tutte le bambine che possono vederci da vicino, avvicinarsi a questo movimento e spero che possa esserci, come sempre, una grande risposta del pubblico. Tutte sentiamo la responsabilità a prescindere dal momento che attraversiamo. Sappiamo cosa possiamo dare e cosa possiamo mettere a disposizione della squadra non solo a livello fisico, ma anche di energia”.
Cosa ne pensa del progetto Pisa Femminile?
“Quando ho saputo del progetto mi ha riempito di gioia visto che hai miei tempi c’era solo una prima squadra e i miei, visto che avevo 14-15 anni, non se la sono sentita di farmi iniziare subito qui. È bello vedere che a livello locale ci sono sempre più squadre, non solo femminili, che danno la possibilità alle bambine di giocare a calcio anche in formazioni miste coi bambini perché è un qualcosa che ti lascia tanto. In generale credo che in Toscana si sia sempre fatto bene, penso alla Fiorentina o all’Empoli prima. Diversi club negli anni hanno dimostrato di credere nel progetto anche se le cose non sempre sono andare bene, ma c’è stata molta attenzione e interesse verso il calcio femminile. Sapere che Pisa ha un progetto così importante mi riempie d’orgoglio e non vedo l’ora di vederlo realizzato”.
In cosa si sente più migliorata negli USA?
“In campo avere la possibilità di poter affrontare ogni settimana giocatrici di altissimo livello, soprattutto per il mio ruolo, mi porta a lavorare ancora di più nell’uno contro uno, nei duelli individuali e sto sentendo di migliorare settimana dopo settimana. Dal punto di vista della vita in generale è stato difficile adattarsi subito e in poco tempo a un altro mondo, ma ero consapevole della sfida perché è quello che ti spinge a fare certe scelte”.
Cosa ruberesti al calcio USA? E cosa porteresti dell’Italia negli USA?
“Qualcosa che mi ha impressionato è stato giocare in grandi stadi quasi sempre pieni ed è una cosa che sogno di vedere in Italia un giorno. È un calcio molto diverso, meno tattico e con più transizioni quindi ‘ruberei’ un po' questo aspetto, quello di studiarsi meno, ma allo stesso tempo mi tengo stretta la nostra capacità tattica di leggere le situazioni, è qualcosa che sto cercando di portare là”.
Cosa ne pensa della forza del gruppo?
“Difficile parlare di crescita, abbiamo creato un grande gruppo fin dall’inizio e lo stiamo coltivando volta volta. È qualcosa che fa la differenza, che ci unisce fuori dal campo e ti unisce di più in campo nei momenti di difficoltà o quando ti giochi queste partite. Non vediamo l’ora di scendere in campo e giocare assieme queste sfide”.
Si aspettava che la Roma potesse vincere Scudetto e Coppa Italia?
“Prima di andare via ho detto al mister ‘mi raccomando andiamo a vincerlo’. È qualcosa in cui speravo tanto e ho cercato di seguirle anche se hanno giocato tantissime gare alle 12:30 che per me voleva dire le 6:30 del mattino. Roma è casa mia e si meritano questi successi perché abbiamo e hanno lavorato tanto per arrivare a questo punto”.
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