Savicevic: "Io e Baggio giocheremmo anche oggi. Berlusconi il primo a capire il mio calcio"
Dejan Savicevic è stato per tutti il Genio. Al Milan ha vinto 3 Scudetti, 3 Supercoppe Italiane, una Champions e una Supercoppa Europea ed è ricordato con grande affetto. Nel corso del suo intervento a Derbyssimo Legends x MilanNews ha ricordato i primi tempi in rossonero: "Io ho giocato dal 1984 ed ho cominciato ad essere titolare poco prima dei 18 anni. Ho giocato 3 stagioni, non avevo un rendimento altissimo, però per un ragazzo sai...Non capivo perché giocavo centrocampista, volevo chiudere ogni azione, ma dopo il 60esimo non stavo in piedi. Da lì ho capito che non potevo fare sempre io tutto. Alla terza stagione, dopo due da titolare, avevo capito che avrei potuto fare una grande carriera, tra gli interessamenti della Stella Rossa, dell'Hadjuk Spalato, ho fatto l'esordio in Nazionale nel 1986. E da lì l'ho capito. Prima di quel momento non speravo neanche di arrivare nella Stella Rossa".
Che giocatore era?
"Io non ero un giocatore da isinto, ero un giocatore più diverso. Qualche volta ero ispirato, qualche volta meno. A me piaceva giocare la sera più che alle 15.00, perché Capello ci svegliava molto presto al mattino e dopo se non riuscivo a dormire erano guaio. Da noi (in Montenegro, ndr) il giorno della partita di ci si alzava così presto, mentre Capello ci obbligava a farlo. Per questo mi piaceva giocare la sera perché durante il pomeriggio si poteva dormire un'ora o due".
Qual è stata la difficoltà maggiore quando è arrivato al Milan?
"Ho sofferto molto le prime preparazioni a Milanello. Avevo quel problema lì all'inizio. Ho sofferto anche quando non giocavo qualche partita. Mi allenavo però gli allenamenti per me non potevano sostituirsi alla partita e al ritmo gara".
C'è stato nel Milan qualcuno che non capiva il suo modo di giocare?
"No. Nel Milan c'erano sempre giocatori da grande valore. Dal '96 la società cominciò a comprare giocatori non all'altezza, sbagliando alcuni acquisti degli stranieri. Quando si è aperto il mercato sono arrivati alcuni giocatori non all'altezza del Milan, come anche adesso".
Chi è stato il primo a capire il suo calcio?
"Berlusconi".
Giocherebbe oggi Savicevic?
"Ma sì. Baggio, Del Piero, Totti, che non correva più di me. Giocatori con questo talento durano di più. O li metti a giocare dietro la punta, oppure gli trovi un centrocampista che corra per lui".
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