Addio a Baresi, il ricordo di Boban: "Mi urlò dopo un dribbling per insegnarmi il rispetto"
Zvonimir Boban ricorda Franco Baresi, capitano silenzioso e autorevole: "Perdo un amico, un insegnante e una delle grandi bandiere del Milan".
Zvonimir Boban ricorda Franco Baresi con dolore e riconoscenza. Intervistato da La Repubblica, l’ex centrocampista croato ha raccontato il rapporto costruito con il capitano del Milan, conosciuto nel 1992 quando aveva 24 anni. "Per tutto il calcio Franco è la storia. Uno dei più grandi difensori di tutti i tempi. Per il Milan è la perdita di una bandiera", ha dichiarato Boban, sottolineando come chiunque lo abbia frequentato abbia perso una persona straordinaria.
"Comandava con uno sguardo"
Baresi non aveva bisogno di lunghi discorsi per farsi seguire. "Da capitano non gli servivano tante parole, bastava uno sguardo. Comunque le parole le diceva, quando era il caso". Boban ha ricordato un episodio avvenuto a Torino. Dopo un dribbling sulla fascia, Baresi lo rimproverò duramente perché, da centrocampista centrale, avrebbe potuto lasciare scoperta la squadra.Una lezione di equilibrio e responsabilità
"Non sapevo se piangere o sorridere. Però capiva la ragione di quel rimprovero", ha raccontato. Quel richiamo gli insegnò il rispetto delle posizioni e la responsabilità verso i compagni. Secondo Boban, l’autorevolezza di Baresi nasceva dai comportamenti: "Ti faceva capire che il rispetto va guadagnato con i fatti". Non imponeva la propria leadership, ma la rendeva naturale attraverso l’esempio. Il loro rapporto non cambiò nemmeno quando Boban divenne dirigente del Milan. Baresi rimase sempre il capitano, punto di riferimento umano e sportivo. "Lo perdo un amico. Un insegnante. Un capitano", ha concluso.Articoli correlati
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