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Lazio, Gattuso chiude il 'caso' Taylor: "Per me fa parte del gioco, dopo 30 minuti è finito tutto"

Lazio, Gattuso chiude il 'caso' Taylor: "Per me fa parte del gioco, dopo 30 minuti è finito tutto" TUTTOmercatoWEB
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Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 12:22Serie A
Il tecnico dei biancocelesti dopo il 6-3 in amichevole all'Avellino: "La squadra sta iniziando a fare ciò che chiedo. È un piacere allenarla". Poi il ricordo a Baresi.

Ai canali ufficiali della Lazio, al termine della sfida amichevole vinta per 6-3 contro l’Avellino e andata in scena questa mattina a Formello, è intervenuto il tecnico Gennaro Gattuso. Queste le sue considerazioni: “La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Pressione alta, squadra alta, andare uomo su uomo sulla costruzione dal basso. Qualcosa si rischia, ma anche la condizione sta migliorando. Siamo contenti perché c’è entusiasmo, poi è normale che va alzato il livello e qualcosa ci manca. Guardiamo quanto abbiamo in casa al momento, stiamo lavorando bene ed è normale che va alzata l’asticella. È un piacere allenarli”. 

Nessun caso Taylor

“L’altro giorno - continua Gattuso - qualcuno si è divertito a scrivere di Taylor ma quello fa parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me dopo trenta minuti è finito tutto e l’avete visto anche nel pomeriggio. Dobbiamo avere questo spirito qua. Siamo contenti, già non aver perso giocatori per infortuni importanti vuol dire che abbiamo fatto meno danni possibili ed è un vantaggio. Poi bisogna essere bravi a dare continuità e arrivare a picchi di velocità elevati. Per questo c’è ancora da lavorare, la prima parte del lavoro duro l’abbiamo fatta e adesso alziamo i giri per toccare velocità differenti rispetto a questi venti giorni”. 

L’augurio a Nesta e il ricordo di Baresi

Nel finale, il tecnico dei bianconcelesti ha parlato anche dell’amico, oggi avversario, Alessandro Nesta e ha espresso il suo ricordo per Franco Baresi, scomparso ieri: “Nesta è stato un grandissimo compagno di Nazionale e al Milan. È sempre rimasto un grandissimo rapporto, ci sentiamo spesso. Lui è un po’ più tranquillo e pacato di me e io sono più sanguigno. Come giocatore era un campione, come allenatore ha buonissime idee e ci confrontiamo spesso. È un compagno a cui ho voluto e voglio bene e per cui ho grande stima, gli voglio bene. Baresi? Condoglianze alla famiglia. Quando parlavo con lui mi mettevo sull’attenti: era il capitano, un uomo che parlava e sorrideva poco ma quelle poche parole che gli uscivano non le sbagliava. Era unico, una leggenda, quando ci parlavi ti dava questa sensazione. È venuto a mancare presto, ma è andato a fare compagnia a tanti grandi campioni. Rimarrà nella storia del calcio mondiale, avrebbe meritato il Pallone d’Oro alla carriera per come ha cambiato il ruolo del libero. Lui era anche guardalinee: quando alzava la mano ne sbagliava pochi di fuorigiochi. Io lo ricordo così”.

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