Il caso Balogun riapre la guerra FIFA-UEFA: una sfida a chi fa giocare più partite
La UEFA ha preso posizione in maniera dura contro la sospensione della squalifica dell'attaccante degli USA, arrivata dopo una telefonata Trump-Infantino.
“Superata la linea rossa”. Il caso che vede protagonista Folarin Balogun è solo l’ultimo attrito tra la FIFA e la UEFA. Per i tifosi, in fin dei conti, sono spesso la stessa cosa. Ma in realtà la federazione internazionale e la confederazione europea, presiedute rispettivamente da Gianni Infantino e Aleksander Ceferin, sono da anni al centro di una guerra fredda, e la durissima presa di posizione di Nyon dopo la grazia al centravanti degli Stati Uniti d’America rischia di compromettere la tregua faticosamente raggiunta di recente.
Il casus belli, il Mondiale ogni due anni
Senza tornare troppo indietro nel tempo - Infantino era alla UEFA -, il primo grande strappo recente è il progetto FIFA, per ora accantonato, del Mondiale biennale, spinto tra 2021 e 2022 con Arsene Wenger come volto tecnico della riforma. Per la FIFA era un modo per rendere più frequente il grande evento globale e aumentare risorse e centralità. Per la UEFA era quasi una dichiarazione di guerra: avrebbe compresso Europei, Nations League, calendari nazionali e competizioni per club. Ceferin arrivò a evocare anche un possibile boicottaggio europeo, sostenendo che giocare un grande torneo ogni estate sarebbe stato insostenibile per i giocatori e contrario alla tradizione del Mondiale.Il problema di fondo: il calendario
Il vero campo di battaglia, evidentemente, è il calendario internazionale: la FIFA lo governa, ma le ricadute legate all’ampliamento delle soste per le nazionali - voluto anche dalla UEFA, va detto - pesano soprattutto su club, leghe e giocatori europei. La denuncia più forte è arrivata da FIFPRO Europe, European Leagues e LaLiga, che nell’ottobre 2024 hanno portato la FIFA davanti alla Commissione europea accusandola di abuso di posizione dominante e conflitto d’interessi: regolatore da un lato, organizzatore di competizioni dall’altro. Pace fatta di recente, ma è un armistizio fragile. E la UEFA, pur non essendo direttamente in causa, è ovviamente più vicina a sindacati e leghe europee.L’affronto Champions del Mondiale per Club
Il nuovo Mondiale per Club FIFA è l’altro nervo scoperto. Per Infantino era lo strumento per entrare nel calcio dei club, storicamente terreno della UEFA con la Champions League. Per la UEFA, però, il rischio è evidente: se il Mondiale per Club diventa ricco, centrale e magari più frequente, può intaccare il primato commerciale e sportivo della Champions. Per questo l’atteggiamento europeo è stato prima di forte diffidenza, poi di compromesso: la UEFA non ostacolerà l’ipotesi di un allargamento a 48 squadre dal 2029, a patto che la competizione non diventi biennale.La Superlega: alleati per necessità
Paradossalmente, la Superlega aveva costretto UEFA e FIFA a stare dalla stessa parte. Quando i grandi club hanno provato a creare una competizione autonoma, entrambe hanno difeso la piramide del calcio. L’ambiguità resta: i grandi club restano destinatari dei corteggiamenti di entrambi, perché il problema posto dalla Super League esisteva. Proprio la fine della guerra con il Real Madrid su questo fronte ha comunque rappresentato l’occasione del disgelo tra Infantino e Ceferin. Tattico, ovviamente. Ora Balogun può riaprire vecchie ferite.Altre notizie
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