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Belgio, la forza della leggerezza: senza pressioni può diventare la sorpresa del MondialeTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 11:58Mondiali 2026
di Michele Pavese

Belgio, la forza della leggerezza: senza pressioni può diventare la sorpresa del Mondiale

Il 4-1 agli USA un segnale. La Spagna è avvisata: questo Belgio ha meno talento ma sa di potersela giocare contro chiunque
Può davvero fare paura questo Belgio? Fino a pochi giorni fa probabilmente no. Arrivato al Mondiale 2026 con poche aspettative, una squadra considerata in fase di transizione e lontana dai riflettori delle grandi favorite, è stato a un passo dall'eliminazione contro il Senegal. Poi qualcosa è cambiato. La vittoria per 4-1 contro gli Stati Uniti ha mostrato un volto completamente diverso: una squadra intensa, coraggiosa, capace di giocare con personalità e soprattutto libera da quel peso che per anni ha accompagnato i Diavoli Rossi. Ed è proprio questa leggerezza che potrebbe trasformarsi nella sua arma più pericolosa. Il Belgio non arriva ai quarti con l'obbligo di vincere. Non è più la squadra indicata come possibile campione del mondo, non è più la Golden Generation che deve ambire a conquistare un trofeo. Deve semplicemente giocare. E nel calcio dei grandi tornei spesso questa condizione può fare la differenza.

Senza le pressioni della Golden Generation

Ora sulla strada degli uomini di Rudi Garcia c'è la Spagna; un ostacolo enorme, ma anche un'occasione ideale: affrontare una squadra favorita permette al Belgio di scendere in campo senza il peso della responsabilità. Una situazione completamente diversa rispetto al passato, quando ogni eliminazione diventava un fallimento per una rosa piena di campioni, su cui un'intera nazione riponeva aspettative enormi. Talenti straordinari come Hazard, De Bruyne, Lukaku, Courtois, Kompany, Vertonghen, Alderweireld, Witsel, Mertens e tanti altri, una squadra capace di arrivare terza al Mondiale 2018 e di raggiungere il primo posto nel ranking FIFA, ma che non è mai riuscita a consacrarsi. Il Belgio del 2026, però, è un'altra cosa. Non ha più quella quantità impressionante di fuoriclasse, ma forse ha trovato qualcosa che mancava alla squadra del passato: la libertà di sorprendere. Restano i simboli di quella generazione, come Courtois, De Bruyne e Lukaku, oltre a giocatori esperti come Tielemans e Vanaken. I nuovi talenti, invece, non hanno ancora avuto lo stesso impatto dei predecessori. De Ketelaere, autore di una doppietta contro gli Stati Uniti, ha mostrato qualità ma finora non ha avuto un rendimento sempre continuo in nazionale. Doku e Trossard hanno talento e capacità di creare superiorità, ma spesso sono mancati nei momenti più importanti.

Sulla scia dell'entusiasmo

Il Belgio arriva ai quarti nella condizione mentale migliore possibile: senza aspettative, senza paura, con la sensazione di avere già superato il momento più difficile. Le grandi sorprese spesso nascono così: trovano fiducia partita dopo partita, crescono nel momento giusto e sfruttano l'entusiasmo. Il Belgio non deve più inseguire la storia, può semplicemente provare a costruirne una nuova. Contro la Spagna servirà una partita perfetta. Serviranno i "senatori" ai massimi livelli, ma soprattutto servirà continuare a giocare con quella leggerezza vista contro gli Stati Uniti. Perché a volte le squadre più pericolose sono quelle che non hanno nulla da perdere.