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Una folle sessione di calciomercato: il podio dei tecnici più felici. Gasperini, Fabregas, Sarri ma pure Chivu e Gattuso. I dubbi sull'estate della Juventus. Napoli, perché? Milan, manca un tassello fondamentale!TUTTOmercatoWEB
ieri alle 23:35Editoriale
di Marco Conterio

Una folle sessione di calciomercato: il podio dei tecnici più felici. Gasperini, Fabregas, Sarri ma pure Chivu e Gattuso. I dubbi sull'estate della Juventus. Napoli, perché? Milan, manca un tassello fondamentale!

Gasperini e Fabregas hanno costruito due squadre a loro immagine. Milan, quanti dubbi sull'assenza di un ds. Napoli, perché questa estate di 'nulla'?
Il calciomercato è finito, e che fatica quest'estate. Perché mai come in questo folle 2026 è accaduto letteralmente di tutto. Sono cambiati i direttori sportivi, gli allenatori, sono andate vie le icone. Ci sono state rivoluzioni clamorose di filosofie, lotte intestine, un nuovo Commissario Tecnico e pure una nuova guida per la Federazione Italiana Giuoco Calcio. E' stata l'estate dove siamo stati spettatori inermi e tristi del Mondiale dorato di Trump, Infantino, della FIFA e vinto dalla Spagna. E di un mercato che racconta di quest'Italia, che ha progetti chiari e progetti confusi, fondi oculati e fondi che sperperano, uomini ingombranti e cambiamenti sulla carta e nelle idee più che in pratica.

Il podio degli allenatori più felici

Gian Piero Gasperini ha costruito una Roma a sua immagine e somiglianza, tanto da aver pure contribuito alla scelta del nuovo direttore sportivo Tony D'Amico. Da lì tutte le scelte sono passate dalla sua volontà e dal timbro papale, tanto che proprio due giorni fa è stato lui a blindare Manu Koné dalle richieste inglesi. Non può che festeggiare e non avrà certo da lamentarsi, i Friedkin l'hanno accontentato letteralmente in tutto. Sul podio della felicità anche Cesc Fabregas: il Como ha fatto un mercato da Regina. Paz, Kean, Ricci e poi una sessione di potenziamento e miglioramento di una squadra già da Champions. Come nel caso di Gasp, anche lui è al centro del progetto. E non è un caso se sul podio mettiamo anche Maurizio Sarri: perché l'Atalanta ha scelto letteralmente di rivoluzionare la rosa con Cristiano Giuntoli in dirigenza e il 'Comandante' in panchina. E se per cambiare tutto e vederne i frutti serviranno 'pazienza e calma', che le parti ripetono come un virtuoso mantra, il percorso è segnato. E Sarri così felice non lo vedevamo da tempo.

Menzioni d'onore: Gattuso e Chivu

L'Inter non si è migliorata drasticamente ma ha stabilizzato e sistemato la sua rosa per essere ancora la migliore d'Italia. Possiamo definire Christian Chivu felice alla stregua dei tre colleghi sopra menzionati? Probabilmente avrebbe preferito qualche investimento in più, però Piero Ausilio ha fatto senza dubbio il massimo (e il meglio) possibile. E l'addio del dirigente all'Inter sarà uno scossone certamente anche per Chivu... E lo stesso dicasi per Claudio Lotito: col mercato (sua colpa) a saldo zero, ha preso Davide Frattesi, Andrea Pinamonti, Albert Gudmundsson, Josip Sutalo, Danilo Doekhi. La Lazio si è migliorata dovunque. Come potrebbe non essere una Pasqua il suo allenatore, Gennaro Gattuso?

I dubbi sulla Juventus, le domande sul Napoli. E sul Milan...

Sulla Juventus i dubbi permangono. Non ha preso la prima scelta tra i pali, non ha preso la prima scelta a centrocampo, lo ha fatto in attacco eppure Luciano Spalletti ha chiesto un altro centravanti che per numeri ci immaginiamo difficile possa essere Nick Woltemade. E' stata brava con le uscite, e nel mondo d'oggi è difficilissimo, però questa Juve che non riesce a far la voce grossa o un ruolo da padrona certamente stona. E i problemi economici, che ci sono, sono paletti anche per altri che invece sono riusciti a centrare sempre i primi nomi. Sul Napoli c'è poco da dire se non 'perché'? E' difficile capire perché Aurelio De Laurentiis stavolta non abbia deciso di investire, visto che ha preso un tecnico col quale ha un rapporto così stretto come Massimiliano Allegri. La rosa piace al tecnico? Vero. Ma è impossibile che non abbia voluto chiedere e aver voce in capitolo sui rinforzi. Male sulle cessioni, dunque ferma sulle entrate. E il Milan? Gerry Cardinale ha preso in mano il timone del club. Ha avuto un coraggio invidiabile, e di questo bisogna dargli merito. Eccome. Però s'è affidato a Jorge Mendes per gran parte delle trattative e non è il suo direttore sportivo. Chi sarà la voce della società nello spogliatoio quando le acque si agiteranno? Chi ci metterà la faccia per il club nei momenti complicati? Eccolo il difetto, gigantesco, di questo Milan. Non c'è un direttore sportivo, non c'è un direttore tecnico. E sarebbe stato più importante di un acquisto faraonico...

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