Di Francesco: "Il Milan ha qualità, ma al mio Lecce chiedo coraggio"
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Eusebio Di Francesco interviene ai microfoni della sala stampa dello stadio "Via del Mare" alla vigilia di Milan-Lecce.
13.00- La conferenza stampa avrà inizio fra pochi minuti.
13.05- Inizia la conferenza stampa.
Quali sono le mosse per esorcizzare...il diavolo?
"Ho lavorato tanto in settimana per dare continuità agli atteggiamenti che vanno riproposti in gara".
Ha lavorato sulle catene esterne?
"Al di là degli interpreti, bisogna dare continuità. Ogni gara ha la sua storia, a livello tattico può cambiare. Questa è una partita differente rispetto al Monza, non tanto tatticamente, ma per le caratteristiche dei giocatori. Il Milan è una squadra con tanto talento, che può uscire dalle difficoltà. La nostra preparazione della gara deve essere uguale a quella fatta in precedenza".
Cosa non le è piaciuto contro il Monza?
"Bisogna lavorare per essere compatti e difendere meglio, dobbiamo attaccare meglio la profondità per innescare alcuni calciatori. Questa squadra so che può e che deve tirare fuori qualcosa in più rispetto a quello visto con il Monza".
Monteiro?
"Abbiamo dati certi sulle sue prestazioni, ma vanno messe in un contesto di conoscenza con i compagni anche per essere innescato meglio".
Cosa deve fare di più il Lecce contro le big?
"Dobbiamo lasciarci andare, con un po' di coraggio in più, dobbiamo dare a questi avversari forti la sensazione di poter fare male da un momento all'altro. La squadra ha creato molto di più rispetto allo scorso anno, concedendo sì qualcosa in più. Ma fa parte del gioco, è un insieme di cose che qualcosa ti dà e qualcosa ti toglie. Dobbiamo essere bravi ad avere equilibrio, dando continuità alle prestazioni durante la gara. In allenamento ho visto una crescita, vorrei che si rivedesse in campo a partire da domani. Con coraggio".
Come vede il Milan?
"In coppa hanno perso col Benfica, non l'ultima arrivata. Vedo qualità in questo Milan, è una squadra diversa rispetto allo scorso anno più aggressiva, ma è anche un Lecce diverso".
Come sta Ilic?
"Non posso dire il minutaggio che avrà. Sta crescendo tanta gente a centrocampo, mi è piaciuto come è entrato Ngom. Il centrocampo è l'anima della nostra squadra, è fondamentale ritrovare Berisha e Gandelman. Lo stesso Geubbels in avanti ci dà maggiori alternative.
Come stanno gli infortunati?
"Berisha starà fuori e ci auguriamo di ritrovarlo contro il Bologna. Ma dobbiamo essere bravi e attenti nel saperlo gestire meglio in determinate situazioni. Non ha avuto nulla di grave, ma sono problemi di assestamento che ci possono stare. Gandelman sarà convocato in nazionale, non credo giocherà le prime gare, speriamo di ritrovarlo a disposizione al rientro. Negli ultimi otto mesi ha avuto discontinuità di allenamento. Geubbels fra una decina di giorni farà parte del gruppo di lavoro".
Cosa manca in attacco?
"Serve cattiveria, non si compra al supermercato. Abbiamo lavorato tanto, dobbiamo attaccare la porta con maggiore convinzione. Gli attaccanti devono sbloccarsi, sono contento che segnino difensori e centrocampisti ma sono convinto che arriveranno anche i gol dall'attacco".
Come vede il centrocampo del Milan?
"Se analizziamo bene la formazione del Milan, tante volte ha giocato Loftus-Cheek da trequartista, ed è una mezzala. Lo stesso vale per Rabiot. Se vogliamo analizzare Modric, se è più protetto a tre o a due, è un altro discorso, che mi interessa relativamente perché guardo alla mia squadra. Si attacca e si difende insieme, a tutti i livelli".
Falcone avrebbe meritato una chiamata in nazionale?
"Sì, per quello che ha fatto qui, ma si va nella direzione di mettere gioventù nella nazionale, sono scelte del c.t. Egoisticamente lo avremmo voluto, per l'orgoglio di portare un ragazzo del Lecce in nazionale, ma sono scelte che fa il tecnico e devo dire che Pessina è un buon portiere".
Su Veiga?
"Ha lavorato tanto, non deve perdere il concetto di essere difensore. Ha attaccato bene ma può difendere anche meglio, le due cose sono collegate. Ho cambiato qualcosa nei movimenti dei terzini, per dar loro la possibilità di essere propositivi".
Percepisce un cambiamento rispetto alla Serie A dello scorso anno?
"Assolutamente sì, ci sono meno tempi morti. Si è abbassato il tempo perso e si è alzato il tempo effettivo, per questo bisogna essere più allenati. Ci sono più gol perché c'è più tempo effettivo e più stanchezza. Credo sia una cosa nettamente positiva, alle volte non capisco qualche fallo di troppo non fischiato, quando si mettono due mani sull'avversario. In generale sono molto soddisfatto di questo cambiamento".
13.15- Finisce la conferenza stampa.


