Dal Marocco fino alla Giordania: per la prima volta 8 nazionali arabe a un Mondiale
Il Mondiale del 2026 che si terrà fra Stati Uniti, Canada e Messico – anche grazie all’allargamento a 48 partecipanti – farà segnare un nuovo record storico per il calcio arabo. Per la prima volta infatti otto nazionali di questi paesi saranno ai nastri di partenza della massima competizione calcistica. Il tutto grazie alla qualificazione ai play off dell’Iraq che ha superato lo scoglio Bolivia negli spareggi intercontinentali.
Le otto nazionali arabe saranno distribuite equamente fra Asia e Africa: per il primo continente, oltre appunto al Leoni della Mesopotamia hanno staccato il pass per il Nord-Centro America anche Arabia Saudita, Giordania e Qatar; per il secondo invece ci saranno Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia.
Di queste tre hanno il record di partecipazioni, per quanto riguarda i paesi arabi, con sette Mondiali a testa (Tunisia, Marocco e Arabia Saudita), seguite da Algeria con cinque ed Egitto con quattro. Per il Qatar questo invece sarà il secondo Mondiale consecutivo, dopo quello organizzato nel 2022, mentre l’Iraq tornerà a partecipare a una fase finale del torneo dopo una lunghissima assenza: l’ultima volta era stata nel 1986 quando la Coppa del Mondo – per uno strano gioco del destino – era organizzata dal Messico, uno dei tre paesi che la ospiteranno anche la prossima estate. Infine per la Giordania si tratta di uno storico debutto.
Otto nazionali, molto differenti per storia e tradizione calcistica, che rappresentano un segno della crescita del calcio arabo fra investimenti e capacità di costruire talenti – anche pescando dalla diaspora – in gradi di elevare il livello generale e portare così otto rappresentanti al Mondiale.
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