Brasile, allarme Neymar. Casemiro: "Ogni volta che vengo in conferenza si deve parlare di lui"
Casemiro è stato il primo a dare il via alla serie di conferenze stampa della Nazionale brasiliana durante la preparazione per la Coppa del Mondo, ma il centrocampista in uscita dal Manchester United ha dovuto parlare più di Neymar che di altro. Sono stati molteplici gli interrogativi sulle condizioni del massimo realizzatore del Brasile e questo ha infastidito l'ex Real Madrid: "Ogni volta che vengo qui si deve parlare di lui (ride, ndr)", ha detto Casemiro, che ha comunque espresso il suo sostegno al compagno.
L'annuncio da parte dello staff medico del Brasile circa la lesione di secondo grado al polpaccio destro riportata da O'Ney ha fatto rapidamente il giro del mondo e preoccupato tutti in patria, circa il rischio di vederlo mancare all'appello del Mondiale tra poche settimane. "È stato un bene che sia venuto il dottore a parlare, così da non ricevere troppe domande su di lui. Chiaro che a nessun giocatore piace essere infortunato, ma spero che sia in salute per giocare, abbiamo bisogno di tutti", ha aggiunto Casemiro in conferenza.
"I miglioramenti si vedono giorno per giorno e aspettiamo con ansia che tutti i giocatori siano a disposizione. Tutti sono importanti, e Neymar non fa eccezione", ha dichiarato il numero 5 della Nazionale di Ancelotti. Il fuoriclasse brasiliano di 34 anni, solito avere a che fare con infortuni fastidiosi, dovrà rimanere ai box almeno due settimane, se non tre.
"Questo lo sta dicendo lei, che non sarà protagonista", ha risposto Casemiro a un giornalista sulla possibilità di vedere comunque l'ex PSG e Barcellona negli USA ma senza partire nell'undici titolare. "I giocatori, pur sapendo cosa fare in campo, vogliono tutti essere protagonisti. Questa è una domanda da fare a Neymar, al Mister... noi conosciamo le sue qualità. Si sta prendendo cura del suo infortunio, vuole prima di tutto tornare ad allenarsi. Bisogna fare un passo alla volta. Tornare a stare bene in salute, tornare a giocare e poi pensare al protagonismo. Bisogna pensare alla salute".
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