Italia fuori dal Mondiale, danno anche economico: alla Figc sfumano circa 30 milioni
L’eliminazione dell’Italia dai playoff mondiali contro la Bosnia ed Erzegovina non rappresenta soltanto una delusione sportiva. La mancata qualificazione al Mondiale 2026 comporta anche un impatto economico pesante per la Figc, con circa 30 milioni di euro di ricavi che non entreranno nelle casse federali. La sfida di Zenica valeva infatti molto più del pass per la fase finale della competizione: in gioco c’era anche una parte significativa del bilancio della federazione.
Un impatto sul budget federale
Quando il consiglio federale ha approvato il budget 2026, il presidente Gabriele Gravina aveva già chiarito che la qualificazione al Mondiale avrebbe avuto un effetto molto positivo sui conti. Il bilancio preventivo era stato redatto senza considerare i ricavi legati alla partecipazione al torneo, proprio perché l’accesso alla competizione dipendeva dai playoff. Ora, con l’eliminazione, quei possibili introiti svaniscono. La Figc, tuttavia, adotta una gestione prudente: le spese vengono calibrate sui ricavi effettivi, quindi una riduzione delle entrate porterà anche a una diminuzione dei costi per mantenere l’equilibrio finanziario.
Il peso degli sponsor
Una parte importante dei mancati guadagni riguarda i contratti di sponsorizzazione. Molti accordi commerciali prevedono infatti clausole che riducono i compensi in caso di mancata qualificazione al Mondiale. Secondo le stime interne, queste penalità – i cosiddetti malus contrattuali – valgono circa 9,5 milioni di euro. Il settore commerciale della Nazionale, negli ultimi anni, è comunque cresciuto in maniera significativa. I ricavi medi da sponsor sono passati da circa 42 milioni annui nel quadriennio 2015-2018 a oltre 70 milioni nel ciclo iniziato nel 2023, con un picco di 81 milioni nel 2024. Tra i partner principali c’è Adidas, sponsor tecnico fino al 2030, che ha aumentato il compenso annuale rispetto al precedente accordo con Puma e garantito royalties più alte sulle vendite del merchandising.
Merchandising e nuovi accordi sfumati
L’assenza dal Mondiale incide anche su altri fronti commerciali. Tra vendite di merchandising inferiori alle attese e trattative con potenziali nuovi sponsor che difficilmente si concretizzeranno senza la vetrina iridata, la federazione stima di perdere circa altri 10 milioni di euro. La partecipazione al torneo negli Stati Uniti, Canada e Messico avrebbe rappresentato una grande occasione soprattutto sul mercato americano, considerato strategico per i partner commerciali.
Niente premi Fifa
A queste cifre si aggiungono i premi garantiti dalla FIFA alle nazionali qualificate. Solo per la partecipazione alla fase finale ogni federazione riceve circa 10,5 milioni di dollari, pari a circa 9 milioni di euro.
Il montepremi cresce poi con il passaggio dei turni:
circa 11 milioni di euro per chi supera la fase a gironi
14 milioni per gli ottavi
18 milioni per i quarti
fino a 45 milioni per la squadra campione del mondo.
Tutti introiti che, con l’eliminazione dell’Italia, non arriveranno. Un colpo per tutto il sistema
Negli ultimi anni la Nazionale è diventata il principale motore economico della Figc. Nel 2024, ad esempio, ha generato 134 milioni di ricavi su un fatturato federale complessivo di 224 milioni, pari a circa il 60% del totale. Ecco perché la terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale non è solo un problema sportivo: rappresenta anche un duro colpo per l’intero sistema calcistico italiano.






