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Mondiali 2026, non è solo lo storico stadio Azteca: la NASA monitora il lento sprofondamento di Città del MessicoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
ieri alle 14:57Ultime notizie
di Redazione Tuttomondiali
per Tuttomondiali.it

Mondiali 2026, non è solo lo storico stadio Azteca: la NASA monitora il lento sprofondamento di Città del Messico

La NASA monitora con il satellite NISAR il progressivo sprofondamento di Città del Messico: coinvolto anche lo stadio Azteca che ospiterà l’esordio del Mondiale 2026.

Per anni lo stadio Azteca è stato associato soprattutto alla "Mano de Dios" di Diego Armando Maradona nel Mondiale del 1986. Oggi, invece, il leggendario impianto di Città del Messico è finito al centro dell’attenzione per un motivo molto diverso: è uno dei luoghi monitorati dal satellite NISAR della NASA a causa del progressivo abbassamento del terreno nella capitale messicana. A poco più di un mese dal via dei Mondiali 2026, il tema sta facendo discutere perché proprio l’Azteca ospiterà l’11 giugno la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica. Ma il problema non riguarda soltanto lo stadio: è l’intera Città del Messico a continuare lentamente a sprofondare.

I dati della NASA: alcune zone sprofondano di oltre 2 centimetri al mese
Secondo i dati raccolti dalla missione spaziale congiunta NASA-ISRO, alcune zone della metropoli si stanno abbassando di oltre 2 centimetri al mese. Il fenomeno, noto come subsidenza, viene monitorato attraverso il satellite NISAR, equipaggiato con uno dei radar più potenti mai inviati nello spazio, capace di rilevare minimi movimenti del terreno anche in presenza di nuvole o vegetazione. Le immagini diffuse dal Jet Propulsion Laboratory mostrano una mappa dettagliata dei movimenti del terreno tra ottobre 2025 e gennaio 2026. Le aree evidenziate in blu scuro sono quelle dove il cedimento è più rapido, mentre tra i punti facilmente riconoscibili compare anche la zona dell’aeroporto Benito Juarez.

Come spiegato dagli scienziati della NASA, la causa principale è l’eccessivo sfruttamento della falda acquifera su cui sorge la città: l’acqua viene estratta a un ritmo superiore rispetto alla naturale ricarica dovuta alle precipitazioni e questo provoca la progressiva compattazione del terreno sotto il peso della metropoli.

Perché Città del Messico continua a sprofondare
Città del Messico, costruita sull’antico lago Texcoco, convive da decenni con questo problema. Già negli anni Novanta alcune aree arrivavano a sprofondare fino a 35 centimetri all’anno, causando danni a strade, edifici, tubature e alla rete metropolitana. La subsidenza è diventata uno dei principali problemi infrastrutturali della capitale messicana e coinvolge gran parte della rete urbana. Le deformazioni del terreno hanno progressivamente interessato quartieri residenziali, monumenti storici e sistemi di distribuzione dell’acqua.

L’Angelo dell’Indipendenza e i segnali già visibili in città
Uno dei simboli più evidenti del fenomeno è l’Angelo dell’Indipendenza, monumento simbolo della capitale inaugurato nel 1910. Alto oltre 35 metri, nel corso degli anni ha richiesto l’aggiunta di 14 gradini supplementari per compensare il progressivo abbassamento del terreno circostante. Il problema, dunque, non nasce oggi con i Mondiali. La differenza è che ora l’attenzione globale è inevitabilmente aumentata per via della Coppa del Mondo e delle immagini satellitari diffuse dalla NASA.

Lo stadio Azteca tra ristrutturazioni e video virali
Il tema ha inevitabilmente coinvolto anche l’Azteca, impianto inaugurato nel 1966 e destinato a diventare il primo stadio della storia a ospitare tre Mondiali diversi. L’arena da oltre 87 mila posti è attualmente oggetto di lavori di ristrutturazione in vista del torneo. Negli ultimi giorni sui social sono diventati virali alcuni video in cui si vedono tifosi staccare pezzi delle tribune per portarli via come souvenir. In altri filmati si notano invece frammenti di strutture recentemente rinnovate che si staccano dalle gradinate, alimentando discussioni e preoccupazioni online. Al momento non esistono indicazioni ufficiali su rischi immediati per lo svolgimento delle partite, ma il caso sta attirando attenzione internazionale anche per il valore simbolico dell’impianto.

I Mondiali 2026 passeranno anche dall’Azteca
Lo stadio Azteca ospiterà cinque partite del Mondiale 2026: tre gare della fase a gironi, una dei trentaduesimi di finale e una dei sedicesimi. Inoltre sarà teatro di una delle tre cerimonie inaugurali organizzate dalla FIFA, con spettacoli musicali e artisti internazionali previsti direttamente sul terreno di gioco. Più che un’emergenza improvvisa, quella raccontata dalla NASA è la fotografia di una metropoli che da decenni combatte con il proprio sottosuolo. E che ora si prepara ad accogliere il più grande Mondiale della storia sotto l’occhio vigile dei satelliti spaziali.