La Guinea Equatoriale parla italiano, il CT Annese: "Vogliamo sognare in grande"
Scatterà ufficialmente tra pochi giorni l’avventura di Vincenzo Alberto Annese come Commissario Tecnico della Guinea Equatoriale. Il tecnico italiano, da anni protagonista in giro per il mondo, ha firmato in estate un contratto biennale e aprirà le danze sulla panchina dello Stato dell'Africa centrale contro la Repubblica Democratica del Congo il prossimo 24 settembre, nella prima gara di qualificazione verso la prossima Coppa d’Africa, e successivamente a Yaoundè, in Camerun, per affrontare la Sierra Leone. Con lui uno staff tutto italiano e, nello specifico, tutto toscano, composto tra gli altri dal preparatore atletico Lungherini, dal preparatore dei portieri Betti e dal match analyst Lagna.
Annese, com’è nata questa opportunità?
La Guinea Equatoriale era una delle Nazioni che stavo seguendo con maggiore interesse. E’ un Paese con un importante legame con l’Europa, principalmente la Spagna, e dal punto di vista italiano è a noi ‘familiare’ per merito di Pedro Obiang (attuale ds del Monza) e Machin, che gioca tutt’ora da noi. Quella della Guinea Equatoriale è una rosa con un tasso tecnico importante e la immagino in grado di produrre un gioco propositivo, di far bene nel percorso di qualificazione verso la Coppa d’Africa. L’obiettivo è creare fin da subito un gruppo solido. Il mio staff è interamente italiano, cercherò con loro di costruire un'organizzazione umana, tecnica e tattica di livello per ottenere risultati immediati.
Le ultime sue esperienze sono state con Nepal, Afghanistan e Burkina Faso: che cose le hanno lasciato da un punto di vista umano e calcistico?
A livello umano ogni cultura, ogni religione, ogni tessuto sociale è un arricchimento. Ogni Paese porta con sé una prospettiva di calcio e una prospettiva di vita. Ogni esperienza mi ha cambiato e mi ha fatto maturare. Ora è diventato facile per me adattarmi e capire fin da subito le persone, prima ancora che i calciatori, che ho davanti. All’inizio tuttavia, nelle mie prime esperienze nelle Repubbliche baltiche, ero solito domandarmi i perché di certe situazioni ‘lontane’ dalle mie abitudini, mentre adesso invece riesco a capire e adeguarmi immediatamente. Poi, chiaramente, anche il modo di relazionarsi cambia da Paese a Paese: si deve modificare il tiro a seconda del contesto.
Da quali obiettivi ripartirete?
La Nazionale è reduce da tre qualificazioni consecutive alla Coppa d'Africa e ora puntiamo alla quarta. Prima c’era uno staff spagnolo, ora siamo tutti italiani: dobbiamo ricostruirci, anche in virtù di una rosa che senza Obiang e Nsue dovrà trovare nuovi leader e riferimenti. L’obiettivo è creare le basi per il futuro e, sì, guardare anche al prossimo Mondiale.
Aprirete il percorso verso la Coppa d’Africa a Kinshasa, contro quella Repubblica Democratica del Congo rivelazione dell'ultimo Mondiale
La ritengo una delle Nazionali in forma al mondo. Agli ultimi Mondiali non meritava di uscire con l’Inghilterra. Non potevo chiedere di meglio per cominciare: è stimolante giocare contro i più forti.
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