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tmw / napoli / L'editoriale
Grosso via, primo fallimento stagionale. Paratici capisce di aver sbagliato allenatore, Vanoli in pole per il ritorno
Oggi alle 01:00L'editoriale
di Mario Tenerani
per Firenzeviola.it

Grosso via, primo fallimento stagionale. Paratici capisce di aver sbagliato allenatore, Vanoli in pole per il ritorno

L'editoriale del lunedì per Firenzeviola.it a cura di Mario Tenerani

La tempesta era nell’aria. Si era capito sabato pomeriggio, dopo lo stop col Toro, quando nessun dirigente viola si era presentato in sala stampa per spendere anche solo una parola di circostanza per un tecnico in difficoltà: Fabio Grosso. L’allenatore era stato già scaricato anche se la società, in pieno imbarazzo comunicativo, aveva fatto trapelare che la panchina era ancora salda. Ma si intuiva che i risultati negativi e una contestazione chiara condivisa da tutti i settori del Franchi, aveva aperto una crepa nella Fiorentina. Poi l’epilogo. Ora è in vista un clamoroso ritorno, quello di Paolo Vanoli. L’uomo della salvezza e dei 29 punti nel girone di ritorno. Forse avrebbe meritato maggior considerazione. 

TECNICO TITUBANTE

Sembra che dopo le 23 di ieri sera, appena finito il posticipo, Paratici e Grosso si siano incontrati e proprio in quel summit improvvisato il diesse ha colto tutto le titubanze del tecnico. Un segnale decisivo, tanto da far immaginare anche le dimissioni, per altro tecnicamente mai presentate. Oggi ne sapremo di più. Grosso distrutto dalla pressione e da una squadra che ormai aveva ampiamente dimostrato di essere scollegata. Senza gioco, senza pressing, senza corsa. La storia del calcio si ripete da oltre un secolo: nelle criticità a pagare è sempre l’allenatore. E così è successo anche stavolta. 

FIORENTINA DI NUOVO NEL CAOS

Siamo al 6 settembre e la Fiorentina è di nuovo nel caos nonostante un’estate spesa a leggere tutti gli elogi che erano stati sparsi sul terreno. Paratici al comando e sicuro nello scegliere Grosso quando la piazza implorava l’arrivo di Sarri, toscano, tifoso viola e allenatore di prima fascia. Evidentemente, però, le ruggini di Torino erano ancora presenti e il diesse si è voltato dall’altra parte. Sognava un allenatore giochista, magari straniero, ma alla fine si è accontentato di Grosso che proprio lui aveva lanciato alla Juventus Primavera molti anni fa. Paratici ha imposto questa scelta, convinto di essere nel giusto, ma dimenticando che Firenze è una piazza tutt'altro che semplice da affrontare. 

FIRENZE SEMPRE PIU' STUFA

Purtroppo però le cose sono andate diversamente e ora l’esonero dell’ex Sassuolo suona anche come il primo fallimento di Paratici e l'ennesimo di questa questa gestione societaria. Può capitare, nel calcio vince chi sbaglia meno. Il merito di Paratici, semmai, è quello di essere intervenuto subito, senza indugi. Rimediare ad un errore è un gesto virtuoso, perseverare invece è un delitto calcistico. Questo club da sette anni non ha pace. Ha una facilità ad entrare nella bufera che francamente dovrebbe far riflettere. Forse è anche sfortunato perché di situazioni così ormai ne ha vissute tante. E Firenze, nel frattempo, è sempre più stufa

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