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tmw / napoli / Ex rossoblù
Virdis ricorda Baresi: "Il più forte con cui abbia mai giocato. Numero 6 per sempre"TUTTOmercatoWEB
ieri alle 23:00Ex rossoblù
di Vittorio Arba
per Tuttocagliari.net

Virdis ricorda Baresi: "Il più forte con cui abbia mai giocato. Numero 6 per sempre"

Pietro Paolo Virdis ricorda Franco Baresi, scomparso a 66 anni: l’ex Cagliari saluta il capitano del Milan, simbolo di classe, carisma e valori eterni.

Un ricordo intenso e commosso quello affidato ai social da Pietro Paolo Virdis, ex attaccante di Cagliari, Milan, Juventus e Lecce, per salutare Franco Baresi, scomparso oggi all’età di 66 anni. I due avevano condiviso lo spogliatoio rossonero, costruendo un legame rimasto vivo anche dopo la fine delle rispettive carriere: “Quando i tifosi vengono a mangiare nel mio locale, la domanda più frequente è: ‘Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato o contro?’. La mia risposta è sempre la stessa: Franco Baresi, perché niente e nessuno è mai stato sopra di te. Hai guidato un reparto con poche parole, ma con tanta classe e carisma”.

Virdis ha ricordato il peso umano e sportivo del suo storico capitano: “Sei nell’esiguo numero di persone per le quali il ruolo sostituisce il nome senza bisogno di pronunciarlo: l’Avvocato, il Presidente, il Capitano. Il mio, il nostro capitano. Ci sono episodi nella vita che segnano uno spartiacque tra ciò che era e ciò che è: tu sei questo. Sei tutto ciò che il calcio aveva di bello: la passione, la morale, l’ideale. Una maglia che è pelle e non un indumento che cambia a seconda degli zeri che la accompagnano. Sei stato un esempio per noi coetanei e una scuola per i giovani che arrivavano, indipendentemente dal ruolo”.

L’ex attaccante rossoblù ha poi raccontato gli aspetti più riservati del carattere di Baresi e l’ultimo contatto avuto con lui: “Per me è come la fine di un’era. Schivo, riservato, attento, carismatico, con quella latente e silenziosa simpatia che solo noi conoscevamo nello spogliatoio. Un punto di riferimento per tutti: giocatori, allenatori e dirigenti. Ci siamo sentiti per il mio compleanno. Aspettavamo che fossi più in forze per vederci a cena. Nonostante la fatica del percorso, non hai mollato di un millimetro la speranza e la convinzione di vincere, anche ai supplementari o ai rigori”.

Infine, il saluto più doloroso: “Per me hai vinto l’immortalità che appartiene ai grandi, ai numeri uno. Anzi, al numero 6 per sempre. Ciao, mio capitano”.