Il ds Meluso: "Scottato dal Perugia, rientro solo con un progetto serio"
Il ds Mauro Meluso è intervenuto a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio.
Bosnia-Italia, le sue sensazioni?
"Positività porta positività. Ho notato nella partita contro l'Irlanda che il gruppo è solido, coeso, ha un unico obiettivo. Seppur con qualche incertezza iniziale, si è vista la tensione infatti nel primo tempo, una volta passati avanti la squadra si è sciolta. Ora dobbiamo continuare su quella scia".
Quando rientra in pista?
"Non ho tutta questa frenesia, a meno che non ci sia un progetto serio. Sono rimasto scottato ultimamente, a Perugia sono andato con entusiasmo, era una sfida come lo era stato Lecce, dove è stato bellissimo. Se no ndovessi trovare un'altra situazione simile, non voglio rientrare subito. A Perugia sono stato scottato, davvero".
L'esperienza di Napoli? Cosa è rimasto?
"Quell'anno non hanno funzionato tante cose, anche io, potevo essere più incisivo. E' stata una grande opportunità, ho avuto un ottimo rapporto con ADL, ma c'era un modo d'intendere calcio differente. Ho fatto fatica a impormi in un club campione d'Italia".
Che dice di Gattuso ct?
"L'ho conosciuto solo una volta, l'ho incontrato quando allenava il Napoli. Siamo gente particolare, dura a piegarsi, noi calabresi. Siamo persone con la schiena dritta e lui è orgoglioso di questo. Rappresenta quella mentalità arcigna, di chi non si arrende mai. E credo l'abbia trasmesso alla squadra. basterà questo stasera? Spero faccia solo un cambio, ossia Retegui-Pio Esposito, perché Retegui non l'ho visto brillante contro l'Irlanda del Nord. Siamo più forti, dobbiamo giocare senza timori e pensare troppo, perché ti porta negatività. Lo abbiamo visto giovedì scorso nel primo tempo. Però dico anche una cosa: perché non siamo andati agli ultimi due Mondiali? Ci sono state tante politiche che non sono state applicate. magari mettere più paletti per far giocare nelle giovanili e nelle prime squadre giocatori italiani. Ok le regole UE sulla libera circolazione, ma alcune politiche non in contrasto con queste leggi potevano aiutare le Nazionali. Se non mettiamo un freno, ai Mondiali non ci andremo mai".
Da ds come valuta la vicenda Lukaku?
"Non ho elementi per giudicare, mi baso su quello che leggo. E' la mia ex squadra e non mi esprimo".
E sul calcio che verrà che idea si è fatto?
"Ci sono tanti aspetti. Il calcio è uno sport meraviglioso, ha cose da migliorare però. Una maggiore sostenibilità economica è il primo obiettivo, dalla Serie A fino alla C. Tranne poche squadre virtuose, ci sono troppi dislivelli tra ricavi e costi. E poi serve attuare politiche che negli anni possano permetterti di crescere come movimento. Ci sono persone competenti in ambito nazionale, ma servono regole che deve mettere la Federazione. E poi serve un po' più di distensione. I social hanno inquinato le acque".
Che ne pensa del Como, che gioca senza italiani ma strabilia?
"Non ho ben precisa la loro politica, anche se il loro ds, Ludi, è stato un mio giocatore a Pisa ed è uno in gamba. Oggi il centro è Fabregas, dietro poi c'è una proprietà solida, che non ha buttato soldi ma ha investito bene. E' stata fatta una scelta precisa. Il Como ha troppi stranieri, sarebbe il caso di trovare una via di mezzo, ne va anche della nostra Nazionale. Così non crescono più i nostri talenti, se manca spazio. Per il resto dico che Perrone è fortissimo, l'ho visto in Argentina. E anche Baturina, che ho seguito ai tempi di Lecce. Possono ambire a giocare in delle squadre importanti".
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