Tracollo Italia, De Laurentiis usa un detto napoletano: "‘A pazziella mmano 'e criature’"
All’indomani dell’eliminazione dell’Italia ai rigori contro la Bosnia, il dibattito sullo stato del calcio italiano si arricchisce della voce di Aurelio De Laurentiis, intervenuto a Radio CRC con toni netti e senza filtri. Il presidente del Napoli ha ribadito una posizione che porta avanti da tempo: "Il mio sentimento è chiaro da dieci anni. A me viene solo da sorridere". Poi il riferimento alla celebre espressione napoletana: "‘A pazziella mmano 'e criature’", per sottolineare come il sistema sia gestito in maniera superficiale.
Entrando nel merito, De Laurentiis ha puntato il dito contro il calendario: "Si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori". E ha aggiunto: "Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremmo i nostri giocatori, che sono un patrimonio da noi pagato".
Spazio anche a una riflessione tecnica: "Il tatticismo di cui si bea il gioco italiano è propedeutico ad avere poi successo contro le altre Nazioni?". Infine, l’affondo conclusivo: "Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla, tutti vivacchiano. Io non sono uno a cui piace vivacchiare".
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