Oggi riunione d'emergenza in FIGC, Gravina riflette sulle dimissioni. Cosa filtra per l'eventuale successione
Il presidente Gabriele Gravina lo ha detto chiaramente dopo il disastro azzurro in Bosnia. Non si dimetterà, il numero uno della FIGC, rimettendo la decisione nelle mani del Consiglio Federale che andrà in scena dopo Pasqua. Anche se col passare delle ore la posizione sta mutando, col numero uno federale che potrebbe anche cambiare direzione e rimettere il proprio mandato. Oggi intanto, alle 14.30 a Roma, le varie componenti del Consiglio Federale si riuniranno, con lo stesso Gravina che ha convocato le parti per sondarne l'orientamento e fare il punto della situazione.
In questo senso, come richiesto da Abodi, le dimissioni restano uno scenario possibile. Con un nome chiaro e forte in cima alla lista dei papabili sostituti: quel Giovanni Malagò regista delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. E' lui, oggi, il primo candidato per gran parte degli addetti ai lavori.
I possibili successori. Il grande favorito è lui. Che, però, non gode certo delle simpatie di Abodi: oggi il ministro ha ricordato la parentesi da commissario della Lega di Serie A, effettivamente non felice. Della vendita dei diritti a MediaPro, del resto, in via Rosellini se ne fronteggiano ancora le conseguenze. L’altro grande nome è Giancarlo Abete: sarebbe il passaggio più morbido, ma rappresenterebbe una linea di continuità pressoché totale con Gravina, di cui è stato il principale grande elettore. Se ci fosse il commissariamento - ammesso che Abodi non lo voglia perché così si potrebbe candidare a fine legislatura -, Beppe Marotta avrebbe forse il tempo di preparare il terreno: oggi, pur se le qualità non si discutono, è il presidente dell’Inter, con quote del club. Troppo vicino. Resta, in un toto-nomi che può ampliarsi ancora e a sorpresa (quello di Umberto Gandini, per esempio, è spendibile ma finora non circolato), Matteo Marani: è l’uomo nuovo della politica sportiva italiana, non ha “debiti” morali con nessuno, ha ottimi rapporti con Abodi e ancora migliori con i presidenti della Serie A, specie quelli delle big. Al momento è concentrato sulla Serie C, che ha rilanciato soprattutto in termini di immagine e non ha fretta di lasciare, ma se arrivasse la chiamata non potrebbe tirarsi indietro.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






