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16 squadre, meno partite e Malagò. La ricetta di Aurelio De Laurentiis per il calcio italianoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:49I fatti del giorno
di Simone Bernabei

16 squadre, meno partite e Malagò. La ricetta di Aurelio De Laurentiis per il calcio italiano

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è stato uno dei primi esponenti del mondo della Serie A a dire la sua dopo la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia. Il numero uno azzurro ha espresso concetti forti e chiari, dando anche la propria idea di futuro: "Il mio sentimento è chiaro da dieci anni. A me viene solo da sorridere, noi a Napoli abbiamo una bellissima espressione che usava sempre mio padre "A pazziella mmano 'e criature". Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori". Quindi via alle idee per un domani più roseo: "Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremo i nostri giocatori - che sono un patrimonio da noi pagato - e avremmo il tempo per poter far allenare la Nazionale. Bisognerebbe cominciare a riflettere: il tatticismo di cui si bea il gioco italiano è propedeutico ad avere poi successo contro le altre Nazioni? Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla, tutti vivacchiano: io non sono uno a cui piace vivacchiare". Chiusura col pensiero del post Gravina: "16 squadre, meno partite, più tempo per allenare la Nazionale, pagare i giocatori che vanno in Nazionale ai club che li prestano, assicurazioni totali in caso di infortunio: questa secondo me è la ripartenza dovuta. A volte la politica dimentica che ci sono 28 milioni di tifosi, che sono anche elettori: il calcio è uno sport collettivo che muove tanti interessi ed anche anime. Uno come Malagò, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, essendo anche dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china. Se da domani mattina si ripartisse con lui, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente".