Giorgia Meloni ad Abodi dopo Bosnia-Italia: "Ora una scossa". Poi le dimissioni di Gravina
C'è anche la longa manus della politica italiana dietro alla scelta di Gabriele Gravina di dimettersi da presidente della Federcalcio, una decisione che è ufficiale da ieri pomeriggio, quando si è conclusa l'assemblea straordinaria indetta a Roma, in via Allegri nella sede della FIGC.
"Ora una scossa": nella tarda serata di martedì, la premier Giorgia Meloni manda questo messaggio ad Andrea Abodi, Ministro dello Sport del suo Governo, aggiungendo: "Va affrontato il tema calcio, serve una svolta". Lo racconta l'edizione di oggi de Il Corriere della Sera, aggiungendo che da Palazzo Chigi è arrivata la sensazione di urgenza, a proposito di un intervento da fare nel calcio italiano.
Per la Meloni, secondo il racconto che viene fornito, le dimissioni di Gravina sono "un atto dovuto, in quanto la situazione è ormai insostenibile". Una decisione che non spacca, ma trova tutti uniti. Tra gli aspetti che hanno colpito la Meloni e il governo, anche il milione e mezzo di tesserati in meno. La questione è chiara, e viene riassunta da una battuta che circola nelle stanze del governo: non si possono continuare a dare calci a un pallone sgonfio.
Il primo passo è stato fatto, adesso l'idea è di cercare di capire se ci sono "gravi inadempienze nei bilanci della Federazione", così che il CONI possa intervenire.
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