Conte, ci risiamo. I numeri di questo Napoli però si schierano contro nuove pretese
Antonio Conte e i dubbi sul suo futuro, capitolo ennesimo di una carriera da allenatore in cui questo momento dell'anno, la fine della stagione calcistica, è coinciso troppo spesso con alzate di toni, domande e incertezze nelle risposte, su nubi di mistero che aleggiano sopra la sua permanenza o meno.
Come già un anno fa dopo la conquista dello Scudetto al primo colpo, non è chiaro se Antonio Conte sarà ancora l'allenatore del Napoli per la prossima stagione. Il 'bubbone' lo ha fatto esplodere lo stesso tecnico azzurro, dopo il successo di Pisa che ha garantito la qualificazione alla Champions ai campani. Interrogato sul suo futuro, Conte ha detto: "Il presidente conosce il mio pensiero, ma non da oggi. Stanno già lavorando per il futuro, aspettiamo l’ultima partita e poi con la proprietà diremo cosa è stato partorito. È già un mese che ho esposto la mia volontà, ma ora dobbiamo concentrarci sulla gara con l’Udinese. Mancherei di rispetto al presidente e alla nostra amicizia se anticipassi oggi qualcosa".
La sensazione di molti è che certe parole facciano da preludio alla fine dell'esperienza a Napoli dello stesso Conte. Al termine di un biennio in cui ha portato la squadra al 1° e al 2° posto della classifica, mancando però nei percorsi tra Coppa Italia e Champions League, quest'ultima finestra sulla quale aveva posto invece tanta attenzione il presidente De Laurentiis. In particolare, questo secondo anno di Conte alla guida del Napoli ha denunciato lunghe fasi di stanca, sia per quanto concerne la brillantezza espressa dalla squadra in campo (su questo hanno inciso senz'altro anche gli infortuni, per più d'uno però riconducibili in parte ai metodi dello stesso Conte) sia nel rapporto tra la piazza e il tecnico, divenuto man mano sempre meno intoccabile.
C'è però qualche numero su questo Napoli che sembra sgonfiare le velleità di avanzare nuove pretese da parte di Conte. Il cammino in Serie A ha visto per esempio gli azzurri non riuscire davvero a insidiare l'Inter, al massimo questo Napoli farà 76 punti, almeno tre in meno del primo anno con Carlo Ancelotti in panchina, per dare un termine di paragone recente con un'altra annata giudicata non entusiasmante, o uno in meno del secondo Napoli di Gattuso, arrivato quinto (e quindi fuori dalla Champions) con 77 punti messi in cascina. In termini puramente quantitativi, di punti, è il terzo peggior Napoli dell'ultimo decennio, dietro a quello post-primo Scudetto e all'annata del celebre ammutinamento interno. Anche dal punto di vista d'osservazione dello stesso Conte, è la sua peggior annata in Serie A. Dati che non raccontano tutto (in fondo un posto in Champions è stato preso) ma di fronte ai quali rilanciare è complicato. Così come giustificare nuovi tourbillon, come già visto alla Juve, all'Inter, al Tottenham e un anno fa.
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