Allegri-Milan, l'ultimo step e poi più di dodici milioni di motivi per proseguire insieme
Il Milan domenica sera proverà a completare l'opera. Dopo una stagione trascorsa in parte accarezzando l'idea di un duello Scudetto con l'Inter e in parte col timore di sprofondare anche fuori dalle prime quattro posizioni, la squadra di Allegri tra due giorni a San Siro contro un Cagliari già salvo avrà la possibilità di portare a casa un terzo posto che permetterebbe ai rossoneri di programmare la prossima stagione con ben altro budget e più importanti ambizioni.
Gerry Cardinale da qualche giorno è tornato pienamente al centro del progetto Milan. Ha capito che senza un freno alle troppe correnti interne la stagione del Milan rischiava di capitolare e allora ha preso in mano la situazione pronto poi a tirare le somme. Rischiano tutti, nell'organigramma può cambiare tutto. Ma Allegri che ha un altro anno di contratto e che con la qualificazione in Champions ne avrebbe altri due oggi è un po' meno a rischio degli altri.
Già, perché la proprietà del Milan è orientata a fare una scelta non troppo diversa da quella fatta dai Friedkin a Roma. Andare avanti con l'allenatore e poi con lui ragionare anche sulla dirigenza. Alla base di questa decisione anche un contratto importantissimo: se il Milan batterà il Cagliari, per Allegri scatterà un biennale da sei milioni di euro netti a stagione più bonus.
Con un contratto così cambiare sarebbe complicato oltre che (economicamente parlando...) un bagno di sangue. E poi Allegri chiudendo con un successo avrebbe portato a casa il risultato richiesto al momento dell'accordo stipulato la scorsa estate. L'avrebbe conquistato attraversando una stagione non semplice: Cardinale lo sa e per questo motivo oggi il tecnico livornese è un po' meno a rischio degli altri (Cagliari permettendo).
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