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tmw / napoli / Le Interviste
Pellissier su Lindstrom: "Anche il fenomeno Zidane al primo anno di Juve era inguardabile"TUTTO mercato WEB
© foto di Aurelio Bracco
martedì 27 febbraio 2024, 22:50Le Interviste
di Antonio Noto
per Tuttonapoli.net

Pellissier su Lindstrom: "Anche il fenomeno Zidane al primo anno di Juve era inguardabile"

A '1 Football Club' su 1 Station Radio, è intervenuto Sergio Pellissier, presidente della Clivense ed ex calciatore di Chievo Verona e Torino. 

A '1 Football Club' su 1 Station Radio, è intervenuto Sergio Pellissier, presidente della Clivense ed ex calciatore di Chievo Verona e Torino. 

Un presidente non può ragionare anno per anno, ma darsi un lasso di tempo entro i quali raggiungere i propri obiettivi. “Dipende sempre cosa hai da investire. Se parti da zero, e non hai niente, è veramente complicato. Non puoi sperare di arrivare nei professionisti in due anni. Devi costruire la società nel tempo. Se, invece, acquisisci una società che è già importante, dove la struttura è già collaudata, le cose sono più semplici. Dal punto di vista dei risultati, però, tutti si aspettano tutto e subito”.

De Laurentiis, in una recente conferenza, si è dato l’obiettivo di rivincere lo scudetto in due anni. È un traguardo perseguibile? “Nel calcio, tutto è possibile. Certo, è difficile. Il presidente ha cambiato molto e quando cambi hai sempre bisogno di tempo per ricostruire. Ci sono club blasonati che stanno lavorando molto per tornare a trionfare. Dunque, c’è tanta rivalità. Anche lo scorso anno, infatti, andrebbero considerati i demeriti delle contendenti in quel che è stato un successo meritatissimo degli azzurri. Vincere un campionato non è assolutamente facile”.

Crede che Lindstrom sia davvero il calciatore adatto a sostituire Lozano? Anche io, nel ruolo di presidente, ho sbagliato nell’affidarmi soltanto alle statistiche. Non è detto che un calciatore possa far bene tanto quanto nel precedente club. Anche Zidane, un fenomeno, nel primo anno di Juve era inguardabile. Un giocatore deve adeguarsi, ma vanno anche considerati altri fattori, come il cambio di allenatore. In questo momento, non è semplice neanche per il danese riuscire a gestire una situazione tanto complicata. Lo scorso anno, il Napoli si esprimeva al meglio, influendo positivamente anche sulle prestazioni del singolo. Ad oggi, invece, le difficoltà del collettivo incidono individualmente”.

Chi ha reso meno delle aspettative tra Kvaratskhelia, Osimhen e Politano? Anche se Osimhen ha avuto qualche problema, credo che Kvara abbia fatto molto meno di quello che aveva dimostrato lo scorso anno. Le difese avversarie lo conoscono meglio, lo aspettano e lo studiano. Non è semplice, anche se la difficoltà di un calciatore sta nel sapersi esprimere nonostante le attenzioni avversarie. Tuttavia, le circostanze attuali, come le difficoltà della squadra ed i cambi in panchina, incidono anche sul valore di alcuni singoli”.

Di chi sono le responsabilità del gol subìto a Cagliari? E’ un gol che una squadra qualsiasi non può prendere al 96’, soprattutto se vuoi tornare ad essere una squadra importante. È un concorso di colpe, tra Meret e Juan Jesus, che non può permettere una cosa del genere. Può non aver visto la palla, può aver influito il vento. Ma all’ultimo minuto, non puoi prender un gol così…”.

Senza De Rossi la Roma avrebbe comunque vinto la gara di ieri, contro il Torino? Non saprei. Indubbiamente, ci sono stati degli episodi che hanno inciso sulla gara. Il Torino ha giocato bene, specialmente nel primo tempo, ma la Roma è una squadra concreta. Dybala ha siglato un gran gol, sorprendendo il portiere, che credo abbia delle responsabilità. De Rossi ha garantito nuova compattezza ad una squadra che gioca bene e sbaglia poco”.

L’Inter si avvia a vincere il ventesimo scudetto? “Credo proprio di sì. È una squadra che sbaglia poco, sicuramente la più forte quest’anno. Con dieci punti di vantaggio sarebbe assurdo non vincere questo campionato”.