Crisi Italia, Ferrara: "Serve più coraggio con i giovani”, e cita l'esempio Vergara
A pochi giorni dalla sconfitta dell’Italia che ha sancito, per la terza volta consecutiva, l’esclusione dal Mondiale, Ciro Ferrara - ex difensore di Napoli e Juventus e assistente di Marcello Lippi nel 2006 - ha analizzato la situazione in un’intervista a Il Messaggero: “Non semplice individuare i motivi e ancor più le soluzioni. In ballo ci sono tante situazioni”. Secondo Ferrara, il problema principale è soprattutto mentale: “E' mancato il carattere e la costruzione di un gruppo. È inutile chiamare in causa calciatori di altissimo livello che hanno giocato nella Nazionale che vinse venti anni fa. Qui c’erano uomini che avrebbero potuto dare un contributo superiore. Se anche la Bosnia ci fa paura, è il palese segnale che non siamo più quelli di una volta”.
Giovani, modello Germania e futuro della FIGC
Ferrara ha poi indicato la strada per ripartire, puntando sui giovani e prendendo esempio da altri modelli virtuosi: “Prendendo ad esempio il modello della Germania, che dopo la crisi istituì centri di formazione che hanno prodotto giovani di valore e rilanciato la nazionale. È sui giovani che si deve lavorare e intensamente. Noi avevamo la possibilità di giocare e di sbagliare a differenza di oggi. Inoltre lavoravamo con campioni veri, quello di aiutava. Eppure, i giovani di qualità ci sono, basta pensare ai risultati delle nazionali giovanili. Faccio una riflessione su Vergara: ha fatto cose importanti, eppure a 23 anni ha giocato una sola partita in una nazionale giovanile. Serve più coraggio”. In chiusura, ha espresso anche una preferenza per la guida della Federazione: “Un uomo di calcio. Per questo ruolo mi permetto di fare un nome: Paolo Maldini, che è stato un campione e ha fatto bene il dirigente. Serve una figura tecnica di spessore. Ma non so se augurarlo a Paolo, considerando la situazione”.






