Chiariello: "Vergara? I talenti del Sud sono panda da proteggere, non da vendere”
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto "Punto Chiaro" ai microfoni di Radio CRC: "Toglietemi una curiosità. Non è che abbia fatto uno studio proprio approfondito, potrei dire qualche inesattezza, ,a quel giovanotto è un lupo o un panda? Lupo è il cognome del portiere della Nazionale Under 17 che, come Donnarumma tra i più grandi nel 2021 ci regalò l'Europeo parando una serie di rigori a più riprese, così il ragazzino dell'Under 17, in più occasioni, compresa la finale, ha parato dei rigori decisivi che hanno dato il titolo all'Italia contro il Belgio. Ma già durante il percorso l'Italia era arrivata ai rigori e aveva passato il turno grazie alle parate del portierino. Lupo sapete dove gioca? Nel Lecce. Proprio il Lecce che usa tanti ragazzi stranieri nel vivaio. Stavolta ha prodotto un portierino meridionale.
Lupo, ma non è un lupo, è un panda. Perché c'era solo lui, solo lui, tra i ragazzi campioni d'Europa, a rappresentare il vivaio del Sud. Se guardiamo la carta geografica, troviamo alcuni dell'Inter, alcuni della Juve, alcuni dell'Atalanta, ovviamente, of course, non poteva mancare l'Empoli con i suoi attaccanti meravigliosi, la Fiorentina che ha vinto il titolo quest'anno e la Roma, grande vivaio al cospetto del Signore. Da questi vivai sono venuti essenzialmente i calciatori che hanno partecipato e vinto l'Europeo Under 17. Con un'unica eccezione: il portiere del Lecce. Io non so dove sia nato Lupo, lo andiamo a scoprire subito. Lupo Under 17, portiere del Lecce. Vediamo chi è questo Lupo. Indaghiamo insieme. Cristian Lupo, nato il 29 maggio 2009. Dov'è nato? Poi scopriamo che magari non è neanche meridionale. Invece è nato in Puglia, a Valenzano, in provincia di Bari, ma gioca nel Lecce. Ha parato quattro rigori: uno durante la gara e due nella serie contro la Spagna in semifinale, poi uno in finale contro il Belgio. Con la Spagna ha fatto il fenomeno. È di Valenzano ed è l'unico panda.
A Napoli c'è un altro panda. I panda sono protetti dal WWF perché sono animali in via d'estinzione. Questo panda si chiama Antonio, è di Frattamaggiore e di cognome fa Vergara. È un panda. Classe 2003. A gennaio farà 24 anni, ora ne ha 23. Como, 30 milioni, Tottenham. Il Napoli vorrà fare la plusvalenza. Il Napoli cambia la fascia destra oggi. Leggete di Zeballos dall'Argentina. Ma perché, Vergara facesse schifo? Fatemi capire. È un talento che stava andando in Nazionale, poi si è infortunato. Questa maledetta frattura del perone l'ha distrutto proprio nel momento in cui stava esplodendo. Noi abbiamo un talento nostro e lo diamo via. Abbiamo mandato a crescere un ragazzo che io ho visto nascere nel calcio. Giocava da ragazzino contro mio figlio, classe 2003 come Vergara. Pure Iaccarino l'abbiamo incontrato. Era fortissimo. Ma il più forte di tutti era proprio Iaccarino: piccolino, non ha fisico, ma gioca a pallone stupendamente bene. Sapete dov'è andato quest'anno? Ad Arezzo. E sapete cosa ha fatto l'Arezzo? Ha vinto il campionato di Serie C ed è andato in Serie B. E sapete che Iaccarino è stato un titolarissimo dell'Arezzo e ha fatto un grande campionato, tanto che l'Arezzo lo vuole confermare anche in Serie B? Ma no, noi dobbiamo comprare Elmas, Gilmour, tre milioni, quattro milioni di stipendio, due milioni e mezzo. Gaetano, un classe 2000. E che ce ne facciamo? "Ma chi è questo Gaetano?". Sei milioni e l'abbiamo dato via.
Oh, io non me la sto prendendo con Manna, né me la sto prendendo col Napoli. Me la sto prendendo con la vostra mentalità. Perché è la vostra mentalità che porta a questo: il giardino degli altri è sempre più verde e, se non si chiamasse Gaetano ma Gaétan e venisse dal Lens, sarebbe un grande giocatore. Gianluca Gaetano, quando giocava nelle giovanili della classe 2000, era più forte di tanti che sono diventati giocatori professionisti di altissimo profilo. Kulusevski, ve lo ricordate? Venduto in Inghilterra per oltre 40 milioni. A Gaetano, per qualità, gli portava la borsa. Gaetano era molto più reputato. Era un talento vero del nostro settore giovanile, che giocava da mezzapunta, punta, trequartista. Ancelotti e Spalletti stravedevano per lui. Lo dicevano. Ma lo vedevano regista e Pisacane, figlio della nostra terra, l'ha messo lì da regista. Ma veramente dobbiamo spendere 14 milioni per Gilmour e dargli un sacco di soldi? Ragazzo serio, gli voglio bene a Billy Gilmour, ma è un giocatore normale. In Italia ci sono Fagioli e Gaetano che sono giocatori forti, forti. Gilmour non ha minimamente la classe cristallina che hanno Gaetano e Fagioli. Ora abbiamo Hasa, che l'Albania si è presa come nazionalità in omaggio al papà e lo ha fatto esordire. Uno dei migliori giocatori della sua generazione è stato dimenticato. Ma noi? Vergara? Ma questo è forte. Hasa? Questo è forte. È andato a Carrara, cinque gol e quattro assist. E adesso ce lo dobbiamo riportare a casa, no? Però ci vuole un Cajuste qualsiasi: 14 milioni, gli diamo due o tre milioni di stipendio e sono tutti contenti. Cajuste è ancora un peso sul groppone. Ma non è il caso di risparmiarli questi soldi? Si fanno follie: 10 qua, 15 là, 18 là e 20 là. Ma ti tieni Rao, ti tieni Vergara, ti tieni Marianucci, ti tieni Gaetano e ti tieni Caprile, che è assai più forte di Milinković-Savić. E poi spendi 70 milioni per Nico Paz. Sì, perché lì prendi un fuoriclasse e te ne vai.
Questo è il calcio che dovremmo volere noi tifosi per primi, opinionisti per primi. Dovremmo pretenderlo da chi fa le squadre. Come l'anno scorso: "Ma che me ne faccio di Super Vergara?". Non compriamolo il sesto centrocampista. A quel deficiente di Chiariello dicevano: "Che lo compriamo a fare? Teniamo Vergara". "Ma tu sei scemo?" Poi Vergara si vede e tutti: "Oh, quanto è forte Vergara". E adesso lo vendiamo? Ma perché? Per valorizzare qualcuno? Per far contento Beppe Riso? Ma che mi importa di Beppe Riso. Io tengo Vergara. Ci vogliono tre giovani che portano la borsa a Vergara per fare mezzo Vergara e noi lo vogliamo dare via? Ma il presidente, per fortuna, è una persona intelligente e pure Manna è un ragazzo intelligente. Io confido. Perché uno che porta McTominay, uno che porta Rasmus Højlund, uno che porta Alisson Santos, uno che porta Hasa, vuol dire che di pallone se ne intende.
E allora, nel Napoli di Allegri, tre colpi mirati. Tre, senza perdere tempo. Un forte esterno a destra. Rabiot al posto di De Bruyne o di Anguissa, fate voi. Uno dei due deve andar via. Un secondo centravanti, a meno che non si voglia puntare su Lucca. E se proprio si vuole fare qualcosa di folle, vigilare su due giocatori: Gila e Nico Paz. Perché Nico Paz va al Real Madrid, ma può succedere di tutto. Mourinho viene chiamato da Florentino Pérez al soglio pontificio della Casa Blanca. Ma voi lo sapete chi ha davanti Nico Paz? Florentino Pérez si è preso Huijsen, uno dei più forti difensori in circolazione, e Dumfries, che dopo Hakimi è il più forte esterno destro che esiste in Europa, per soli 20 milioni. E ha detto: "Signori, io sono Florentino Pérez". Il più grande costruttore del mondo. Florentino Pérez potrebbe costruire Napoli intera per la capacità economico-finanziaria che ha. Potrebbe fare quattro stadi a Napoli. È un uomo di una potenza economica devastante. Ma quanti ne ha? E allora Nico Paz che fa? Lì c'è Bellingham, uno dei giocatori più forti al mondo. È lì che bisogna vigilare. Anche se Mourinho dice: "Io voglio McTominay a centrocampo". Va bene, tu ci dai Nico Paz. È l'unico motivo per cui Scott si può sacrificare. Solo per questo. Altrimenti guai a chi lo tocca.
Perché il Napoli l'anno prossimo lotta per lo scudetto. Allegri o non Allegri, lotta per lo scudetto. Bel gioco o non bel gioco, si lotta per lo scudetto. E i due giocatori più importanti del Napoli si chiamano Scott McTominay e Rasmus Hojlund, che esploderà definitivamente. Ma sapete chi ci darà una grande mano? I due ragazzi: Vergara e Alisson. E finalmente li vedremo giocare insieme, probabilmente. E allora ci divertiremo, perché noi nel WWF ci crediamo: salviamo i panda meridionali. Perché i giocatori del Mezzogiorno, i Furino, gli Anastasi, i Causio, i Brio, non ci sono più. Non ci sono più i Totonno Juliano, i Montefusco, gli Esposito, gli Imbrota, i Cannavaro, i Ferrara. E non è vero che il calcio si ferma a Roma. Perché se andate per strada, negli oratori, nelle scuole calcio, il Sud è pieno di talenti. Andateli a cercare. I panda esistono e vanno protetti".


