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Chiariello: “Meret resta super affidabile, non va crocifisso per un errore! Vanja? Lo cederei”
ieri alle 23:00Le Interviste
di Antonio Noto
per Tuttonapoli.net

Chiariello: “Meret resta super affidabile, non va crocifisso per un errore! Vanja? Lo cederei”

Umberto Chiariello difende Alex Meret dopo l'errore con l'Arezzo e boccia Milinkovic-Savic come alternativa tra i pali.

Il giornalista Umberto Chiariello ha parlato di Alex Meret attraverso il proprio canale YoutTube: "Lo ammetto, io non ho problemi. Onestà intellettuale, dote necessaria. Prima partita amichevole, primo errore di Meret. Chi ha vinto il ballottaggio con Milinkovic-Savic nella scelta iniziale di Allegri? Quando hanno fatto mezz'ora a testa tutti e tre i portieri, eh, hanno preso un gol a testa: proprio par condicio.

Errore di Meret, si è fatto sorprendere. Ora che vogliamo fare? Lo vogliamo crocifiggere? Non è buono, torniamo alle solite cose. Meret qua, Meret là. Voglio ricordarvi che nell'anno dello scudetto Meret fece un errore contro una squadra straniera a Castel di Sangro, non mi ricordo quale delle tre che affrontammo. Praticamente generò il gol avversario, credo fosse col Girona, eh, se ricordo bene. Apriti cielo, Conte chiama De Laurentiis: 'Voglio il portiere'. De Laurentiis chiama il mondo intero, una cosa che non finiva più. Poi alla fine rimane Meret, fa un grande campionato, il Napoli vince lo scudetto e Meret fa la doppietta, perché pure Spalletti non lo voleva, però poi dopo viene in conferenza stampa un giorno e fa: 'Abbiamo un grande portiere'. E quando è andato in Nazionale se l'è portato pure, a differenza di tutti quelli che non lo volevano in Nazionale. Ah, questo, quello, quell'altro... Alla fine Meret. Ora vogliamo crocifiggere un portiere che ha sbagliato un intervento nella prima amichevole stagionale?

Perché mi piace? Perché è friulano come Dino Zoff? Perché ha il cognome tronco come Dino Zoff? Perché è serio e taciturno come Dino Zoff? No, perché lui è Zoff? Manco i lacci delle scarpe può allacciare. Meret è un buon portiere, non è un fenomeno. Zoff è uno dei primi cinque portieri della storia del calcio, per me il più forte di tutti, perfino di Buffon, che gli era superiore per mezzi atletici e forse anche tecnici. Ma la testa di Zoff è come il discorso Maradona-Messi. Per carità, Messi è un fenomeno, ma la testa di Maradona non ce l'aveva nessuno, nessuno. Solo Pelé, probabilmente, come testa. Zoff, come forza mentale, è il più grande portiere della storia. Credo che come lui sia paragonabile soltanto Sepp Maier, tedesco. Anche se Yashin è un mito, Zamora è un mito, Gordon Banks è considerato uno dei più grandi, Casillas, Neuer, Buffon... Sono questi i più grandi di sempre. Ma Dino Zoff aveva qualcosa qui che era da computer, era un matematico applicato alla porta. Le famose bisettrici perfette. Il suo piazzamento era sempre perfetto. Si tuffava solo quando era necessario, ma poi non è vero che non si tuffava. Ricordo un campionato in cui la Juventus arrivò all'ultima giornata, che non era favorita per il titolo, a Roma contro la Roma. Vinse quella partita con un tiro di Cuccureddu da fuori, Scavalchi che stava davanti, e vinse il titolo. Ma quel titolo lo vinse Dino Zoff, perché sullo 0-0 fece una parata pazzesca che praticamente consegnò lo scudetto alla Juve. Zoff era l'uomo delle parate determinanti, quella col Brasile la ricordiamo. Non vi dico del '78. Insomma, stiamo parlando di Zoff. Zoff è un altro pianeta.

Meret è un buon portiere. Parliamo di un mito e di un buon portiere, anzi un ottimo portiere, perché anche lui viene da una scuola, quella dell'Udinese, quella friulana, molto importante, molto importante. Meret è un portiere fantastico nel difendere la porta, perché il portiere deve saper fare due cose fondamentali: porta e spazio. Lui non è bravissimo nello spazio. Milinkovic forse gli è superiore in questo, anzi senz'altro. Il governo dell'aria non è il suo forte, ma di sicuro tra i pali lui ha tutti i fondamentali giusti. Lui sa come posizionarsi, sa come piazzarsi, conosce perfettamente la tecnica del portiere, l'attacco alla palla in uscita, dove è fortissimo, uscita bassa, tuffo, passo, spinta, riposizionamento, lettura del tiro, reattività, classe, eleganza gli appartengono. Sulle uscite alte non è un cuor di leone, ma non ne sbaglia molte. Con i piedi non è un fenomeno, ma ha imparato a giocare e, specie nel medio raggio, dimostra di saperci fare. Un po' legnoso, mancino, e i mancini sono sempre un po' pericolosi perché se lo vai a tamponare sul piede portante fa difficoltà a giocare con l'altro. Non Magnain. Vanja, nel gioco di piede, se la cava bene, che se ne dica. Insomma, per me resta un portiere super affidabile, ma ha sbagliato con l'Arezzo, che diceva Sarucci? No, è legnoso, troppo alto, troppo grosso, ha una reattività abbastanza complessa. Se gli tiri da vicino, da pochi passi, lui è bravo. In quel caso lì sa essere reattivo, ma per alzarsi da terra o per leggere il tiro è spesso fuori posizione, si tuffa male, è goffo, è lento, è pachidermico e non è poi così bravo nelle ripartenze dal basso. Sparacchia tanto in avanti, ma con pochi frutti. No, non è un portiere che mi piace, lo cederei.

Falcone mi piace, può essere un ottimo dodicesimo. Vicario mi piace, ma non è un fenomeno. Ha avuto una pessima annata, come Di Gregorio della Juve. Io Di Gregorio me lo prenderei volentieri, perché no? Come riserva di Meret, ovviamente. Lo stanno vituperando, ma è un buon portiere, non è un fenomeno per niente. Ma di fenomeni in Italia ce n'è uno solo, Gigio Donnarumma. Quello è un portiere che è passato alla storia. Poi c'è quello dell'Atalanta che ormai è cresciuto tanto. Carnesecchi. Bravo, bravo, bravo, bravo, bravo, bravo. Anche se coi piedi anche lui, eh, niente di che. Anzi, si è messo pure maluccio coi piedi, l'ha ammesso lui stesso. Ma è bravo, bravo, bravo. Per me i portieri italiani migliori sono proprio loro. Donnarumma, per distacco, Carnesecchi e Meret, in quest'ordine oggi. Poi ci sono sicuramente Vicario, Di Gregorio, Falcone, Provedel. Non male, non male. Qualche giovane che sta emergendo, non male. Per esempio Contini vale molto più del terzo portiere che è, però non ha spazio, non ha mai giocato in Serie A, in B ha fatto sempre bene e ha ottimi piedi. Sottovalutato, ma abbiamo un ottimo terzo portiere. Insomma, Milinkovic-Savic, con la sua imponenza e il suo barbone, può essere anche simpatico, sui suoi silenzi ha personalità, sì, ma non ha fatto una grande annata, assolutamente. E tra i pali non mi fa sentire tranquillo. Soprattutto guardate al Mondiale: chi è stato eletto miglior portiere? È Unai Simón, dell'Athletic Bilbao. Dietro c'ho due giocatori formidabili. Raya dell'Arsenal, per me oggi, è uno dei portieri più forti al mondo. Somiglia molto a quello della Roma, perché il portiere della Roma è forte, forte, forte. Svilar, mamma mia, è fortissimo. E García del Barcellona, buttalo via. Però gioca Unai Simón e non solo perché è l'uomo di De la Fuente da sempre, ma perché ha una capacità di lettura dell'azione che è tipica del portiere che sa leggere lo sviluppo dell'azione, diventa un libero aggiunto. Le uscite di Unai Simón sono come delle parate salva-gol straordinarie. Si è messo in mostra per come ha saputo guidare la difesa giocando altissimo, cosa che i portieri italiani non sanno fare. Insomma, ridare la titolarità a Meret mi sembra una cosa giusta. Era una fissazione di Conte cambiare portiere. Ebbe anche una bella lite con Manna in materia, che non voleva farlo. Ora, se si trova l'acquirente ai costi giusti, io Vanja lo lascerei andare via, che non è un cattivo portiere, ma proprio non mi piace vederlo parare perché per me il portiere deve avere classe e Vanja non è un portiere di classe, è un portiere di sostanza, di rendimento. Mica tantissimo. Quest'anno gli ho visto prendere dei gol che, se li avesse presi Meret, ragazzi, stareste qui a fucilare me e lui messi insieme. Io sono stato buono quest'anno perché era lui il portiere dei prossimi cinque anni del Napoli, in pectore, e non volevo essere pregiudizievole, ma dopo un anno intero posso dire che non mi ha soddisfatto. Può migliorare senz'altro, ma forse è meglio cambiare, perché Alex dà garanzie. E lasciate perdere l'errore con l'Arezzo.

Alex ha un pregio che, che ne dica qualcuno, sbaglia pochissimo in una stagione. E il portiere bravo non è quello che fa la grande parata, è quello che sbaglia meno. Dino Zoff, ve lo ricordate? Un errore di Zoff era da titolo del giornale. Lasciate perdere il Mondiale d'Argentina, quando lo chiamaste cieco: un errore di Zoff era da titolo del giornale. Non conta quante parate fai, ma quanti gol eviti non sbagliando, perché l'errore è sempre dietro l'angolo, anche sulla palla più innocua. Quindi solo chi ha giocato in porta sa quanto è rischioso fare il portiere e quanto è facile sbagliare, nonostante centinaia di tuffi in allenamento. Tanti, tanti, tanti, tanti, tante ripetizioni, sempre questa ripetizione, come un tennista, come un operaio alla catena di montaggio, perché devi interiorizzare il movimento. Non basta, la partita è cosa diversa e Meret sbaglia poco. Meditate, gente".