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Juve, Spalletti: “Conte? Ognuno si fa la locandina che vuole. Dobbiamo far vedere chi siamo”TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 21:10Le Interviste
di Antonio Noto
per Tuttonapoli.net

Juve, Spalletti: “Conte? Ognuno si fa la locandina che vuole. Dobbiamo far vedere chi siamo”

Spalletti presenta Juventus-NEC, risponde alle critiche e alle voci su Conte.

Luciano Spalletti ha presentato in conferenza stampa Juventus-NEC, gara valida per la prima giornata della League Phase di Europa League, in programma domani alle ore 21. Il tecnico bianconero ha analizzato le insidie della sfida europea, tornando anche sulla sconfitta contro il Sassuolo e spiegando quali aspetti la sua squadra dovrà migliorare.

Che partita si aspetta?
"Schreuder ha avuto il coraggio di imporre le sue idee in un paese evoluto di calcio. Ha lasciato un'idea riconoscibile vincendo un campionato di terza divisione di assoluto livello. Noi dobbiamo aspettarci una proposta di gioco esclusiva per qualità idee. Questo ci deve trovare pronti se no possiamo rimanere sorpresi. Lui ha uno score con due reti segnate a partita e questo la dice lunga sul suo calcio. Poi ha dei calciatori forti come Tadic e giocano a piede invertito perché vogliono convergere verso la porta. Noi dobbiamo avere i giri alti a livelli di testa per essere pronti e se non saremo pronti può diventare una serata scomoda".

Come avete analizzato a freddo la sconfitta contro il Sassuolo?
"Noi siamo stati attenti, lucidi e consapevoli di dover migliorare. Abbiamo tracciato quello che vogliamo fare e che possono essere le cose a cui dobbiamo portare dei correttivi. Bisogna essere più compressi per togliere da un punto di vista di squadra qualche linea di passaggio avversaria e capire il momento in cui montare addosso all’azione, quando pressare e quando fare blocco squadra per aspettare la mossa sbagliata dell’avversario. Questo per far capire quali possono essere i correttivi, anche se la spiegazione sta meno nella tattica collettiva. Oggi la differenza la fa come interpreti la situazione. Il ritmo mentale è quello che sarà fondamentale per domani".

Sente la pressione?
"Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere. Ho imparato questo dopo pochi giorni perché dovevo portare a casa roba. Perciò si figuri se mi turba adesso che ho messo tantissime robe a posto. Io tengo tantissimo alla mia professione perciò ciò che esce dopo una sconfitta non mi interessa perché non posso controllarla. Io decido a cosa dare peso o a cosa non darlo e in questo caso ho scelto di non dare spazio".

Sulla formazione?
"Non dirò nulla sulla formazione. Non posso aiutarvi".

Sorpreso da qualche critica?
"Sono tutte cose che dimentichi quando dimentichi chi sei. Se lei comincia a dare ascolto a ciò che gli viene detto perde la sua identità, ciò che ha passato. Dà forza agli sguardi che ti incrociano, le amicizie o le difficoltà che ti vogliono creare. Non va assolutamente fatto, bisogna esser un po’ veri, vivi e reali in quelle che sono le cose che ti circondano, le emozioni che vivi. Non puoi essere compreso da tutti, tu fai le cose che ritieni giuste per il bene del club e della squadra".

La squadra è pronta ad accettare la pressione?
"Di vincerlo viene detto a più squadre. Poi è chiaro che essere pronti è l'unica lingua per spiegare che siamo uomini da Juventus. Questa è l'unica lingua per spiegare a chiunque di essere al livello da Juventus. Siamo pronti".

Ti aspettavi dei miglioramenti a livello di personalità?
"Il gioco è diventato troppo veloce, ci sono troppe variabile. È diventato troppo dipendente dalle decisioni dei calciatori. È quella roba lì, io devo anticipare le situazioni, saperle gestire da solo. Non si va dietro una lettura corretta, ma di quello che c’è adesso. C’è un ritmo di gioco che ha variabili sempre più sorprendenti, sempre più improvvise. A volte non si riesce a star dietro con la testa. Da fuori nessuno può aiutarci, bisogna reagire dentro. Farne conoscenza e andare a batterci il naso come ci è successo ti dà delle conoscenze che ti possono servire per il futuro. Diventano conoscenze reali, vere, su dove sta andando il calcio. Ora le nuove regole arbitrali proteggono lo spettacolo ma è un incentivo, una indicazione verso il duello, lo sbattimento, la ricerca del contatto fisico e la prigione individuale che ti trovi quando sei nei pressi del fallo laterale. Se non reggi botta ti buttano fuori dal campo, ora non puoi accentuare il fallo. Si gioca di più, diventa visibile che vengono un po’ tirati in superficie i furbetti…Proteggono lo spettacolo e liberano il calcio".

È stato stupito piacevolmente dalle parole di Carnevali? Sulle voci su Conte?
"Carnevali è un uomo di calcio, una persona esperta, equilibrata. Lui sa bene che cosa deve fare, deve trasferire questa serenità affinché la squadra lavori tranquillamente. È solo questa la via d’uscita. Sono un po’ meno di quello che ha detto ma non lo deluderò e diventerò ciò che lui vuole. Per la stima che ho per lui non lo deluderò. Sui tifosi? Giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole, a ciò che gli sembra giusto dare forza. Lei si è fatto la locandina di Conte, l’ha rammentato per due volte Conte… Ognuno si fa la locandina che vuole, io Luciano Spalletti mi faccio quella che voglio con una squadra forte, con gli stessi criteri e convinzioni con cui abbiamo iniziato. È una cosa che sta lì, è a portata di mano. Anche se abbiamo fatto il peggior inizio di campionato degli ultimi 5 anni la partita col Sassuolo la potevamo vincere, ma dobbiamo mettere a posto alcune cose".

È stupito delle polemiche dopo quattro giornate?
"No è una cosa normale. Non sono stupito che dopo 4 giornate sono cambiati due allenatori e non sono stupito di quello che si dice qua. Non sono stupito da cosa si dice qui. Bisogna riuscire a sapere che abbiamo urgenze. Urgenza di vincere questa partita, ma non solo. Dobbiamo far vedere che siamo la Juventus. Fa tutto parte della posizione in cui siamo, dobbiamo far vedere che una volta arrivati ce la meritiamo e possiamo rimanere. Finché ci verrà dato tempo e spazio le uniche energie vanno lì. Chi parla di me non mi interessa perché non mi conoscono, han messo nel mirino alcune cose e vogliono colpire. Ci sono professionisti, tiratori scelti, ci sono i social. Ognuno prende e dice ciò che gli pare, vomita le sue debolezze addosso agli altri perché ha un cellulare. Figuriamoci se mi devo accodare alle opinioni altrui. Due/tre in carriera ne ho passate di situazioni".

Come stanno McKennie e Cambiaso?
"Fanno parte delle valutazioni. Noi dobbiamo fare attenzione a quelli che si mettono in campo perché ne abbiamo 2/3 che non finiranno la partita. Io McKennie lo voglio in campo domani per troppi motivi. McKennie domani gioca. Mi dispiaceva non darvi una certezza".

Su Koopmeiners?
"Non la stagione. Koop per noi viene considerato in maniera importante, da lui ci aspettiamo sempre di vedere il livello che conosciamo tutti molto bene. Ci sono delle decisioni individuali, personali da prendere, quando si giocano partite. Lui ha il dovere di farci vedere delle decisioni importanti da prendere. Sappiamo che le ha, queste intenzioni così definite e forti da calciatore internazionale. Io sono lì convinto che lui mi faccia vedere delle cose importanti, non soltanto in una partita, ma già in allenamento. Perché abbiamo bisogno di quelle cose lì da Koopmeiners".

Ha paura di Schreuder?
"Per quale motivo? No non ho paura".

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