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Perinetti e Quello che non ho visto arrivare: “Tante altre Emanuela possono farcela”TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:26Altre Notizie
di Alessio Alaimo
fonte Dal Teatro Al Massimo di Palermo

Perinetti e Quello che non ho visto arrivare: “Tante altre Emanuela possono farcela”

Intervenuto al Teatro Al Massimo di Palermo in occasione dell’evento Generazione Salute in Scena organizzato dall’Asp Giorgio Perinetti ha parlato di sua figlia Emanuela e del libro Quello che non ho visto arrivare. “Tramite il libro - ha spiegato il dirigente romano - ho voluto raccontare la storia di mia figlia, una palermitana orgogliosa di esserlo e tifosa del Palermo. Emanuela dalla vita aveva tutto, eppure il disagio si è impadronito di lei esaurendo il tesoro di stima che aveva guadagnato. Del Piero era il suo idolo e poi ha lavorato per lui, così come per Pogba e altri campioni. Il disturbo alimentare riguarda tre milioni e mezzo di persone nella fascia dei più giovani. Nel libro non ho voluto ricordare Emanuela perché un figlio vive sempre con te”. Il calvario di Emanuela l’ha portata a raccontare anche una bugia al padre. “Mi aveva detto che aveva un tumore pur di coprire la verità, poi mi ha detto che sarebbe andata a Montecarlo per curarsi. Un amico mi mandò delle foto dove era si a Montecarlo ma con Trezeguet e altri campioni dello sport per un evento. Rifiutava le cure non per autolesionismo ma perché era convinta di non essere malata. Un genitore non può aiutare una figlia perché se maggiorenne non può obbligarla a curarsi. Se entra in ospedale mette una firma e il giorno dopo esce, malata più di prima.I primi giorni si strappava il sondino per non alimentarsi, poi strappava a morsi la bresaola. Non ce l’ha fatta perché il cuore era debole. Ma tante Emanuela - ha chiosato Perinetti - ce la possono fare: andare dallo psicoterapeuta non è una vergogna”.