ESCLUSIVA PARMALIVE - Ghizzardi: "Che emozione l'esordio in azzurro! Cerri? Difficile marcarlo, anche per i grandi"
Quarto appuntamento stagionale con le interviste esclusive di ParmaLive.com ai giovani del vivaio ducale. Quest'oggi abbiamo avuto la possibilità di parlare con un terzino destro molto promettente, che, grazie al talento messo in mostra sui campi di gioco, si è guadagnato svariate convocazioni in Primavera, nonostante faccia ufficialmente parte della rosa degli Allievi Nazionali ducali. Stiamo parlando del classe 1997 Filippo Ghizzardi, che ai nostri microfoni ha trattato diversi argomenti. Ecco quali:
Da Casalmaggiore a Parma. Quanto è stato difficile ambientarsi in una nuova città e lasciare nel proprio Comune d’appartenenza scuola, amici, parenti e abitudini personali?
"Non è stato facile, ma ormai sono al settimo anno e l'ambientamento è risultato immediato sin dal primo anno in cui è stata formata la squadra dei 97. Con mister, compagni e società il rapporto è sempre stato ottimo. Da casa mia, poi, ci sono 35-40 chilometri, una distanza non eccessiva".
I sacrifici spesso vengono ripagati. E’ il tuo caso, visto che nella scorsa stagione ti sei regalato una doppia grande soddisfazione a Parma: l’esordio tra le fila degli Allievi Nazionali (pur essendo un classe 1997) e la doppietta campionato-Supercoppa con la formazione di Lucarelli. Raccontaci le emozioni che hai provato in quei frangenti:
"E' stata una bella soddisfazione, ho sentito un po' mio lo scudetto avendo esordito nella prima partita. Oltre alla gioia, c'è stata la responsabilità e la conseguente soddisfazione di essere passato al piano di sopra e non aver deluso nessuno".
Altra grande soddisfazione è stata la chiamata in Under 16. Che vuol dire per un ragazzo come te rappresentare l’Italia nel mondo, indossando la maglia azzurra?
"E' forse l'emozione più grande mai provata in ambito calcistico, prima con l'Under 15 e poi con l'Under 16. Ci sono tantissimi ragazzi bravi che giocano a pallone e avrebbero voluto essere al mio posto. Non credo ci siano obiettivi più grandi in questa professione".
Nuova stagione, nuovi traguardi raggiunti per te, che per non farti mancare nulla ti sei regalato anche la chiamata in Primavera di mister Pizzi:
"Facendo bene con gli Allievi Nazionali si aprono sempre degli spiragli, non mi aspettavo la chiamata ma è stata una conseguenza del lavoro fatto con mister Tufano. Io peraltro nasco punta, ma al primo giorno a Parma sono stato subito messo in difesa a destra. Ci avevano visto giusto, mi sono abituato col tempo".
Quali sono le differenze che hai trovato tra una categoria e l’altra?
"Con il passare delle categorie la tecnica aumenta, così come la fisicità, ma soprattutto è la palla a muoversi più velocemente. La differenza è tutta nel ritmo".
Fino ad ora abbiamo parlato solo di gioie, obiettivi raggiunti e soddisfazioni, ma, pur essendo ancora all’inizio della tua carriera, sicuramente avrai vissuto anche dei momenti difficili. Ce n’è uno in maniera particolare che ti ha aiutato a crescere e a diventare più forte sia a livello calcistico che caratteriale?
"Momenti difficili non ne ho vissuti tanti, ma alcune sconfitte brucianti non le ho ancora digerite. Ad esempio quest'anno, nel 2-3 contro la Samp, un ko che non ho ancora digerito sebbene ora sia doveroso guardare avanti con fiducia".
Cerri è un parmigiano doc, ma non tutti sanno che suo padre Davide ha giocato nella tua città natale tra le fila della Casalese. Tornando ad Alberto, hai avuto modo di giocarci contro nelle partitelle d’allenamento degli Allievi Nazionali 2012-2013 o della Primavera di questa stagione? Se sì, credi che sia l’attaccante più forte che tu abbia mai marcato o ce n’è stato un altro, magari quando hai vestito la maglia della Nazionale?
"Un attaccante come Alberto non l'ho mai marcato: abbina fisicità a buona tecnica e corsa, è un compito gravoso affrontarlo come difensore per chiunque, compresi i grandi".
Sempre a proposito di Cerri, l’attaccante può vantare, al pari di Mauri, una presenza in serie A con la maglia della Prima Squadra. In tutta sincerità, pensi che attraverso il lavoro e i sacrifici, il salto tra i “grandi” possa essere un obiettivo percorribile anche per te?
"Essendo cresciuto qui, seguo il Parma da sempre. Ma è molto presto, devo crescere parecchio".
In Prima Squadra nel tuo ruolo c’è un giocatore come Mattia Cassani, che, seppur poco “sponsorizzato” dai media nazionali, si sta imponendo come uno dei migliori terzini destri della serie A. Quali sono le doti che gli invidi? Cassani a parte, qual è il tuo terzino destro preferito nel nostro campionato e a livello internazionale?
"Cassani è un grande professionista, completo ed esperto. Gli invidio la fase difensiva, sulla quale devo ancora lavorare molto. Il mio idolo resta Maicon, lo ritengo il miglior terzino destro in circolazione sia in Italia sia all'estero. Mi piace molto pure De Sciglio".
Manda un saluto ai lettori di ParmaLive.com, sempre molto curiosi di conoscere più da vicino i giovani talenti sfornati dal Settore Giovanile crociato:
"Ringrazio ParmaLive.com per questa opportunità, continuate a seguirci sperando che la stagione sia più lunga possibile!".
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