ESCLUSIVA PARMALIVE - Barone: "Parma, ti puoi ancora salvare. Con il Chievo spero in una vittoria dei crociati"
A poche ore dalla sfida del Parma con il Chievo Verona, abbiamo contattato un doppio ex delle due squadre, Simone Barone, laureatosi tra l'altro campione del Mondo nel 2006 con la Nazionale italiana guidata da Marcello Lippi. Barone, che oggi allena la Primavera del Modena, ha analizzato per noi il delicato momento in casa Parma con un nuovo ribaltone societario in vista, mentre il campionato prosegue. L'ex centrocampista, cresciuto nel vivaio crociato, ha vestito la maglia gialloblu in due riprese: tra il 1996 e il 1998, e tra il 2002 e il 2004.
Si sarebbe mai aspettato una situazione del genere in casa Parma, sia a livello di società che di classifica?
"Mi dispiace molto vedere il Parma così, era capitata una cosa simile quando giocavo io in gialloblu, con il crack Parmalat ai tempi della famiglia Tanzi, ma non a questi livelli. Sicuramente la classifica resta un grave problema, perché anche in virtù della stessa è stato condotto un mercato diverso, tanto che molti giocatori che l'anno scorso erano stati protagonisti ora non ci sono più. E' una brutta situazione".
Proprio in questi giorni si sta concretizzando il secondo passaggio di proprietà nel giro di pochissimi mesi. Si tratta di una proprietà italiana, ma che fa affidamento su capitali stranieri. Dopo il breve intermezzo albanese, lei cosa pensa di eventuali nuove proprietà straniere nel nostro calcio?
"Direi che ormai ci siamo abituati! Basti pensare alla Roma, all'Inter, al Bologna più di recente, ma anche alle grandi squadre europee, soprattutto in Inghilterra. E' una cosa che fa parte del calcio attuale: quello che conta non è la provenienza, ma la solidità e la serietà. Nel caso del Parma, serve veramente gente seria che sappia tranquillizzare la città, l'ambiente, la squadra e soprattutto i tifosi, che al momento sono quelli che più soffrono per la situazione che si è creata. Purtroppo la recente proprietà ha dimostrato di non poter garantire quella solidità finanziaria di cui il Parma aveva necessità, bisogna sperare che questo nuovo cambio sia positivo".
Dopo la sua rescissione con il Parma, Antonio Cassano ha un po' "pizzicato" Donadoni, il quale ha deciso di non proseguire la polemica. Lei come avrebbe reagito al suo posto?
"Queste sono cose loro, che sono dettate dalle situazioni. Da fuori è difficile giudicare, perché bisognerebbe conoscere bene le ragioni di ognuno. Cassano e Donadoni incarnano due correnti di pensiero differenti, ma ripeto, non sta a me giudicare perché non conosco bene le dinamiche. Dico solo che Donadoni è un grande allenatore e una persona molto intelligente, se ha ritenuto opportuno non rispondere ha fatto bene. Magari poi si sono chiariti in separata sede".
Parlando del Chievo Verona, anche i veneti non navigano in acque tranquille, complice anche un attacco poco prolifico. Da quali giocatori deve guardarsi il Parma?
"Il Chievo ha trovato la quadratura del cerchio con il cambio di allenatore, con Maran hanno dimostrato di essere una formazione ben messa in campo e anche molto duttile, in grado di cambiare modulo e di interpretare diverse soluzioni. Recentemente hanno giocato bene anche se hanno raccolto poco, come per esempio nella partita contro la Juventus. In effetti non hanno un giocatore fisso che spicca sugli altri o che il Parma dovrebbe temere in particolare, se non magari gli elementi più esperti. Diciamo che è una squadra che fa del collettivo e dell'organizzazione la sua forza, bisognerà stare attenti alla loro azione corale: saranno affamati e desiderosi di far punti, come tutte le squadre che lottano per salvarsi".
A proposito della lotta per la salvezza, ma il Parma ha ancora chances?
"Beh, sicuramente è molto difficile. Finché non c'è la certezza matematica della retrocessione comunque bisogna lottare, è vero che c'è un distacco considerevole dalla quart'ultima che può togliere la concentrazione, anche se non è ancora impossibile recuperare. Eventualmente una vittoria contro il Chievo sarebbe importantissima in questo senso, perché darebbe la giusta fiducia alla quale potrebbero seguire altri risultati positivi; chiaramente, invece, se si dovesse perdere, il Parma sarebbe quasi spacciato. E' anche vero che i giocatori rimasti hanno qualcosa da dimostrare e non possono tirare i remi in barca proprio adesso, anche perché, sai, per un discorso in chiave mercato, i calciatori hanno bisogno di mettersi in mostra in vista di un eventuale altro trasferimento. Bisogna continuare a lottare, è molto difficile, ma il Parma ce la potrebbe ancora fare".
Per concludere, un rapido pronostico per Parma-Chievo:
"Sarà una partita equilibrata e aperta. E' chiaro che il pareggio non serve a nessuno, quindi le squadre faranno di tutto per vincere. Io, da tifoso del Parma, mi auguro che i crociati possano vincere, altrimenti potrebbe essere davvero la resa finale. Voglio essere ottimista, dico che vincerà il Parma".
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