Fortis Juventus, Venturi a PL: "Parma super, ma l'Altovicentino pressa forte. Quanto è cresciuto Ricci, fa la differenza"
Dove iniziano i meriti del Parma e dove i demeriti della Fortis Juventus nel 5-0 che i crociati hanno rifilato ieri a Borgo San Lorenzo ai biancoverdi? Lo abbiamo chiesto a Simone Venturi, tecnico della formazione toscana. In esclusiva ai microfoni di ParmaLive.com, Simone Venturi spiega: "Ad essere sincero penso che entrambi i fattori abbiamo inciso: sapevamo che il Parma è una squadra di livello e costruita per vincere il campionato, ma noi non abbiamo giocato all'altezza. I valori in campo erano sbilanciati, ma da parte nostra abbiamo dimostrato inesperienza, gioventù: abbiamo una squadra che deve vorare tanto sulla personalità. Qualcuno ha sentito l'importanza della partita, più di uno".
La squadra è apparsa timida, forse il grande pubblico l'ha un po' spaventata?
"Hai centrato in pieno l'aspetto: il tanto pubblico, la rilevanza della gara e la presenza di Sky hanno un po' intimidito i nostri".
Baraye era all'esordio, che impressione ne ha avuto?
"Li avevamo studiati e lavorato due giorni interi sul loro sistema di gioco: ci aspettavamo anche che si schierassero con quei giocatori e li conoscevamo a memoria. Davanti hanno fatto una partita super, non solo lui, ma anche Melandri. Baraye ha dimostrato il suo valore ma noi non abbiamo giocato e di conseguenza evidenziato le sue qualità".
C'è qualcuno che non conosceva e che l'ha sorpresa?
"Qualcuno non lo conoscevo, ma dico un giovane che conoscevo bene invece, l'ho allenato a Livorno, Giacomo Ricci. E' cresciuto tantissimo, si merita di giocare nel Parma a prescindere dal discorso quota. Ha fatto una partita importantissima da ala poi, mentre aveva iniziato la stagione da terzino, dimostrando quindi duttilità".
Può essere uno da cui ripartire anche in caso di Lega Pro?
"Per quello che ha dimostrato penso di sì, ha fatto benissimo in fase offensiva sia con noi che con il Villafranca, mentre nella prima ha mostrato grande attitudine difensiva. Per quello che ho visto ieri, assolutamente sì".
Il vostro ottimo terreno ha facilitato il gioco del Parma, non crede?
"Infatti, ciò che dispiace di più è che, al di la della sconfitta che ci poteva stare, è il risultato con cui è arrivata. La società ha lavorato notte e giorno per ospitare al meglio il Parma e i suoi tifosi, il maggior dispiacere è non aver offerto uno spettacolo degno del lavoro fatto dalla società".
Ora tocca all'Altovicentino: quale squadre ritene più forte?
"Bella domanda: onestamente l'Altovicentino mi sembra che proponga un'organizzazione generale migliore rispetto al Parma, anche perché conosce meglio la categoria. A livello di rosa, è una bella lotta dire qual è la migliore: le vedremo lottare fino alla fine, squadre di un'altra categoria".
Ha consigli per Apolloni?
"Magari! Non credo abbia bisogno dei miei consigli, credo che domenica assisteremo ad una grande partita. L'Altovicentino gioca ad intensità più alta, mentre il Parma ha una manovra più ragionata e credo che bisognerà stare attenti a questo ritmo forsennato che hanno loro".
Il loro giocatore più temibile?
"L'attacco in generale è il reparto di punta, il centravanti di colore, Odogwu, è stato formidabile con noi. Fa una differenza incredibile, ma hanno ricambi importanti in ogni reparto e sono quindi molto temibili in generale".
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