ESCLUSIVA PARMALIVE - Musetti: "Riparto da zero, con tanta voglia. Pochi gol da fermo? Ci spiano in tv"
C'è un giocatore, nel nuovo Parma di Apolloni, che era stato capace di diventare indispensabile a lungo, per tutte le prime settimane della stagione, salvo poi finire fuori per infortunio ed essere sostituito da altri. Riccardo Musetti, centravanti entrato nella storia di Parma Calcio 1913 come primo marcatore in una competizione ufficiale, parla ai microfoni di ParmaLive.com della propria condizione e del momento della squadra: "Il dolore e il fastidio sono passati, mi manca un po' di condizione e purtroppo è normale essendo stato fermo a lungo: coi preparatori la stiamo cercando, speriamo di ritrovarla il prima possibile. Ovviamente, giocare in partita aiuta in questo senso".
Dopo un precampionato da protagonista e il gol decisivo, l'infortunio è arrivato nel momento più sbagliato possibile:
"Lo puoi dire forte: non ci voleva, mi è dispiaciuto tanto. Riparto da zero, è dura ma sono abitato, è il mio lavoro e farò di tutto per tornare a giocare".
Gare come quella di oggi sono fondamentali dunque:
"Sì, anche perché ho fatto solo 20 minuti contro il Felino in partita dopo essere tornato a disposizione. L'intensità in allenamento non manca, ma a livello di sollecitazioni quando si gioca non si pensa più al dolore, al passato: si va e basta".
La squadra intanto va, per te non sarà semplice rientrare:
"La squadra sta facendo bene e si è adattata a giocare senza di me, ne sono consapevole. Ma io sono qua per giocare, per dare tutto quando verrà il mio turno: c'è tanto campionato davanti, sono sicuro che avrò il mio spazio".
Apolloni ha provato anche il doppio centravanti in tua assenza: tu sapresti adattarti?
"Ho sempre giocato con due punte, non ho problemi da questo punto di vista: devo solo ritrovare la condizione che avevo all'inizio della stagione, poi ci sarà da divertirsi. Per noi, per il pubblico e per il mister, che avrà diverse soluzioni".
E un attacco a tre, Longobardi-Musetti-Guazzo, è utopia?
"Non lo so, bisognerebbe provarlo, giocando a tre si è più scoperti, ma abbiamo una squadra che può giocare davvero in tutti i modi vista la ricchezza della rosa. Questo sarebbe uno schieramento molto molto offensivo, ma anche decisamente pericoloso quando la palla sarà in area".
Col Forlì eri in panchina: cosa pensi della prova dei tuoi compagni?
"Penso che semplicemente non siamo riusciti a fare gol: contro di noi spesso le squadre si chiudono anche se loro sono stati bravi a creare tante occasioni e abbiamo persino rischiato di perderla. Certo, se ci dà quel rigore poi cambia la partita, però noi siamo stati frettolosi e ci è venuta l'ansia. La dimostrazione che nessuna partita è scontata, neanche in Serie D, neanche se ti chiami Parma".
Siamo a metà girone di andata: a tre giorni dalla sfida al Lentigione, quale credi sia la rivale più accreditata per il primo posto?
"Credo che a livello di organizzazione il Forlì si sia dimostrato una buona squadra, ma l'Altovicentino è più compatto e molto forte tecnicamente: sicuramente ci darà fastidio fino alla fine. Ammetto che il Lentigione non lo conosco particolarmente, me l'hanno descritto come una squadra molto aggressiva, ma vedremo domenica".
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C'è un cerchio rosso sul tuo calendario riferito alla data 15 novembre?
"Ma no... a San Marino rivedrò con piacere le persone con cui ho vissuto gli ultimi tre-quattro mesi ma sono un professionista e basta, gioco per il Parma e penso al bene del Parma. E' una parentesi chiusa, anche se ci sono stato bene, questo è giusto dirlo".
Parliamo di singoli: in tua assenza è esploso Baraye, anche in zona gol. Tu comunque lo hai conosciuto in precampionato:
"Un grande talento, non si spiega perché giochi in questa categoria, se lui fosse continuo in ogni partita sarebbe da Serie B, questo è ovvio. Tira e fa gol sempre, si posiziona bene in campo, le qualità fisiche non gli mancano di certo... Deve crescere in continuità, questo sì. Ma se non gli fosse mancato qualcosa in passato non sarebbe in Serie D, questo lo sa anche lui".
C'è tanta curiosità intorno a Mousa Balla, che in Coppa Italia è stato schierato come unica punta peraltro: un ulteriore concorrente per te?
"Direi di no, abbiamo caratteristiche completamente diverse, sia fisiche che di esperienza: lui è un giocatore che 'sta nascendo', deve imparare tanto e vedi dei progressi importanti in tanti aspetti settimana dopo settimana. Sono dell'idea che bisogna lasciarlo stare, senza caricarlo di troppe responsabilità: Parma è una piazza che sa dare pressione, coi tanti giornalisti, coi diecimila tifosi, etc. Deve stare tranquillo, questo è il mio consiglio, il resto verrà da sè perché le qualità ci sono".
Un'ultima curiosità sui calci piazzati, dove tu hai saputo farti valere in precampionato: ora, nelle gare ufficiali, fatichiamo a renderci pericolosi. Come mai?
"Sono cose difficili da spiegare e anche noi ce lo chiediamo, siamo consapevoli dell'importanza di segnare su calcio d'angolo e punizione, specie nelle gare bloccate: probabilmente in precampionato avevamo schemi nuovi che nessuno conosceva, mentre ora con la televisione e l'importanza del club, tutti ci studiano attentamene. Colpa di Sky insomma!", conclude ridendo l'intervista bomber Musetti.
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