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PL - Conde: “Capitano di una famiglia unita. Sono tranquillo anche quando mi arrabbio”
ieri alle 20:18Esclusive ParmaLive
di Edoardo Mammoli
per Parmalive.com
fonte In collaborazione con Francesco Servino

PL - Conde: “Capitano di una famiglia unita. Sono tranquillo anche quando mi arrabbio”

Un leader silenzioso, ma che in campo fa sentire eccome la sua presenza: arrivato in Italia a quindici anni, Bernardo Conde si è pian piano adattato ai ritmi del nostro calcio, diventando un punto fermo della formazione Primavera del Parma, fino a riceverne la fascia da capitano. Il difensore classe 2006 si è raccontato in esclusiva ai microfoni di ParmaLive.com, a cominciare dagli inizi della sua carriera: “Ho iniziato a vedere il calcio quando giocava mio fratello, andavo ad assistere alle sue partite quando ero piccolo assieme a mio papà. Mi è piaciuto vederlo giocare e quindi ho iniziato anche io, avevo 9-10 anni. Ho cominciato a giocare vicino a Parigi, nella mia città che è Villiers-le-Bel. Poi sono andato a Sarcelles, che è una città vicino alla mia, dunque ero sempre a casa. Quando sono venuto a Parma, sono uscito non solo da Parigi, ma anche dalla Francia ed era tutto nuovo, a cominciare dalla lingua. Era un po' speciale, però mi sono abituato facilmente, perché l'Italia è un bel paese”.

Ti hanno aiutato anche i compagni quando sei arrivato?
“Prima era strano, perché quando sono arrivato ero con i più grandi, i 2003-2004. Ero molto giovane, avevo 15 anni. Non avevo ancora amici, però erano gentili. Poi ho iniziato a giocare, mi sono abituato e il feeling è andato da solo”.

Cos’hai pensato quando ti ha chiamto il Parma? Cosa ti ha convinto?
“Quando mi ha chiamato il Parma in realtà non lo conoscevo. Poi sono venuto qui e ho trovato un nuovo paese, una nuova lingua, un nuovo calcio che mi è piaciuto. Il mio primo pensiero era che sarebbe stata una bella esperienza. Sono venuto una prima settimana, poi sono rientrato in Francia. Dopodiché sono tornato di nuovo qua in Italia per fare un’altra settimana. Mi sono trovato ancora bene, quindi ho scelto di venire qua”.

La scorsa stagione avete vinto il campionato di Primavera 2. Cosa ha fatto la differenza a vostro favore?
“Secondo me è che siamo diventati un gruppo, una famiglia unita. Eravamo tanto uniti, perché siamo anche passati da partite difficili. Per esempio contro il Sudtirol abbiamo perso una partita che volevamo vincere, è stato un duro colpo. Però siamo stati bravi a stare insieme, sempre in gruppo, a rialzarci e a pensare alle partite successive. Quindi secondo me la cosa bella che siamo riusciti a fare è stata rimanere in gruppo, sempre uniti, aiutarci l’un l’altro sempre”.

Com’è essere capitano della squadra?
“Da capitano so che ci sono delle responsabilità, come gestire lo spogliatoio, ma anche essere un esempio sia in campo sia fuori dal campo. Ho sempre apprezzato l’essere capitano, perché non si decide di dare la fascia a una persona a caso. Se mi hanno scelto vuol dire che hanno visto qualcosa in me. Quindi ho accettato la responsabilità e ho cercato di dare il meglio possibile, aiutando i miei compagni”.

Un grande campionato anche in Primavera 1. Avete compiuto un passo in avanti?
“Secondo me il passo che abbiamo compiuto riguarda soprattutto il fatto che siamo stati bravi a non mollare. Sapevamo che venivamo da un campionato diverso e che la Primavera 1 è un torneo di livello alto. Siamo stati bravi a non mollare, sapendo da dove siamo partiti”.

Sei spesso in coppia con Drobnic, che è uno che parla molto in campo, mentre tu sei più un leader silenzioso. Vi completate a vicenda?
“Sì esatto! Lui urla perché prova a gestire e far sentire quello che pensa. Io sono un po' più tranquillo e cerco sempre di far sì che all’interno della squadra non ci sia un clima negativo, ma positivo. Anche se sono arrabbiato, provo a non farlo vedere e a dire le cose in modo gentile”.

Invece Varali può essere un tuo erede, in campo e nello spogliatoio?
“Varali è venuto quest'anno con noi, all'inizio della stagione. Prima era un po' timido, perché comunque è un classe 2009 e non è facile. Noi però lo abbiamo aiutato in allenamento e anche in partita, dandogli fiducia. Poi lui ha fatto quello che sa fare, cioè giocare”.

Passando a Mikolajewski, riesci a marcarlo in allenamento?
“È difficile! Però quando ci alleniamo c'è sempre questo duello tra lui che ha la palla e io che difendo. Io cerco sempre di rubargli la palla per prenderlo in giro! Infatti lui si arrabbia tanto, però lo facciamo sempre scherzando”.

Cosa vi trasmette mister Corrent?
“Per me il mister è uno che ha tanti obiettivi e che ha personalità, perché è riuscito a trasferirci i suoi valori. Non era facile, perché l'anno scorso è arrivato in una nuova squadra, ma è riuscito a darci fiducia. Piano piano siamo cresciuti così, con i valori che ci ha dato lui e quelli che noi abbiamo messo in campo”.

Il mister ha detto che gli hai fatto prendere qualche spavento con quei rigori con lo scavetto!
“È una cosa tra lui e me, perché lo sa che sono calmo, soprattutto nei momenti importanti. Lui a volte ha paura, però ha fiducia in me. Con cucchiaio o senza, ha fiducia in me”.

Parlate tanto tra mister e capitano?
“Il nostro rapporto è sempre buono. Lui ha le sue idee ovviamente, perché è un allenatore. Però cerca sempre di avere la mia percezione, perché io sono dentro il campo e gioco. Provo sempre ad aiutarlo, anche se la decisione finale ce l'ha sempre lui. È un rapporto sempre positivo”.

Ti piace Parma come città? Hai un posto preferito qui?
“In realtà no. Il mio posto preferito è Collecchio. Io non sono uno che esce tanto dalla camera. Qua a Collecchio mi trovo bene, c'è tutto a fianco. Anche se posso uscire e andare a Parma, non c'è un posto fisso dove mi trovo bene”.

Com’è allenarsi assieme alla Prima Squadra?
“Allenarsi con la Prima Squadra per me prima di tutto è un piacere, perché tra di noi essere scelto ad allenarsi con loro è già tanto. Quando mi alleno con loro cerco di prendere gli aspetti positivi da tutti i difensori. È stata una bella esperienza, soprattutto quando sono stato convocato con loro per la prima volta nella partita contro l’Hellas Verona: è stato bellissimo. Non so nemmeno come raccontarlo, ma è stata una cosa bellissima”.

Quindi non hai un idolo all'interno della squadra del Parma? Uno che preferisci?
“No, mi piacciono tutti, soprattutto come difendono tutti insieme: è quello che amo di più di loro”.

Invece il tuo giocatore preferito in generale?
“Ce ne sono tanti, come Saliba o Gabriel, anche Pacho del PSG. Però uno fisso no”.

Invece su mister Cuesta: come si rapporta con voi della Primavera?
“Ci dà tanta fiducia, ci parla tanto anche in allenamento. Lui ha le sue idee, soprattutto con la sua squadra, però è uno che ci dà tanta fiducia e ci parla tanto. È venuto anche tante volte a Noceto a vederci giocare e a farci i complimenti nelle settimane successive alle partite, dandoci anche dei consigli quando tornavamo ad allenarci con loro”.

Passando al tuo futuro, la prossima stagione sarà la prima tra i professionisti. Quali sono i tuoi obiettivi personali?
“Abituarmi velocemente al mondo del calcio professionistico e poi cercare di giocare. Poi non lo so, solo Dio lo sa”.

A proposito di fede, ho visto che hai una frase tratta dalla Bibbia sul tuo profilo Instagram: “Tutto posso in colui che mi dà la forza”. Cosa vuol dire per te?
“L'ho scelta perché questa frase, anche nei momenti difficili, mi fa ricordare che c'è un Dio lassù ed è lui che sceglie. Ti faccio un esempio: contro la Juventus, in Coppa Italia, siamo stati eliminati all'ultimo minuto. Io ero arrabbiato, però alla fine ho pensato c'è un Dio lassù ed è lui che sceglie. Se ha scelto che non dobbiamo vincere, allora non vinciamo”.

Allora speriamo che a Firenze scelga che voi vinciate! Come vi state preparando per le finali? Siete emozionati per queste partite?
“Siamo emozionati, sappiamo che è una partita importante. Abbiamo già giocato una semifinale, quella a Torino contro la Juventus in Coppa Italia. Abbiamo un po’ di ansia perché è la prima volta che facciamo i playoff di Primavera 1. Aspettiamo quel giorno, poi vediamo”.

@ESCLUSIVA PARMALIVE - RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE

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