"Non voglio pensare che si sia pianificata la retrocessione di questo Perugia: mi rifiuto di crederci..."
Questa l'opinione di Stefano De Francesco. dal titolo... Tirate il sipario, la farsa è finita. (François Rabelais)
"La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Questa frase attribuita a Karl Marx, rappresenta bene gli ultimi anni della gestione del Perugia. Il dubbio che mi assale e al quale non voglio credere è che tutto sia pianificato per retrocedere. Andare a giocare a Gubbio, eliminare la voglia di calcio a Perugia in modo da realizzare un nuovo stadio che si occuperà di organizzare eventi, concerti, spettacoli vari e che releghino il calcio a figura secondaria e quasi fastidiosa. Tutto questo con il beneplacito di parte dei quartieri alti della politica perugina.
Ripeto non ci voglio credere e mi auguro davvero che non sia così. Sono cresciuto pensando alla squadra della mia città, come un qualcosa di cui essere orgoglioso. Una passione da tramandare da padre in figlio. Quel Grifo, quella maglia rossa con i bordi bianchi che anche quest’anno è stata offesa, vilipesa, gettata nel fango. Ho il cuore pieno di tristezza e di rabbia. Penso a coloro che hanno fatto la storia di questa squadra e che non ci sono più. Penso a Renatino, a Caligola, a Ilario, a Brencione, a Lucianone, allo Skrondo, a capitan Pierluigi, a Giulione, a Franco, a Spartaco e a tutti gli altri. Penso alla Nord che canta a squarciagola undici in campo sotto 0-4 e mi viene da piangere".


