Pescara, Foggia: "La retrocessione non mi fa dormire. Futuro? Con Sebastiani resto sicuramente"
“Essere retrocessi con 15mila persone allo stadio non mi fa dormire la notte, è doveroso chiedere scusa anche se potrebbe essere considerato riduttivo e da ruffiani”. Il direttore sportivo del Pescara Pasquale Foggia torna a parlare in un’intervista rilasciata a Il Centro in cui parla anche del proprio futuro e di quello del tecnico Giorgio Gorgone: “Sono legato a Sebastiani, con lui resto, ma aspettiamo di capire quali sono le sue intenzioni. Sono comunque certo che si ripartirà con ambizioni importanti. - prosegue il dirigente – Gorgone? Non è escluso che possa restare”.
Spazio poi a un bilancio della stagione: “La scorsa estate abbiamo avuto delle difficoltà nell’allestire la rosa a causa dell’indice di liquidità, ovvero della regola per cui dovevamo cedere dei giocatori prima di fare delle entrate. Poi ci sono state altre società che nella prima parte hanno monopolizzato il mercato perché avevano più forza di noi. - prosegue Foggia – Con Vivarini non è scattata la scintilla come volevamo. Poi a gennaio è cambiato tutto, l’indice di liquidità si è sbloccato e sono arrivati i risultati con una rincorsa straordinaria fino alla fine”.
Foggia infine torna sulla gara di Padova e su quel rigore che tante polemiche ha generato: “Se tornasse indietro Insigne lo tirerebbe su una gamba sola, ma non ho alcun dubbio sulla buona fede in quel momento, altri suoi compagni se la sentivano di batterlo. Poi è andata com’è andata”.
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