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Serie C, Marani: "Un terzino in meno e un laureato in più non è una battuta"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 21:19Serie C
di Luca Bargellini

Serie C, Marani: "Un terzino in meno e un laureato in più non è una battuta"

Il presidente della Lega Pro Matteo Marani parla di risorse, salary cap e giovani: il calcio di Serie C tra difficoltà economiche e nuove idee
Lasciare il giornalismo dopo oltre trent'anni, mettersi in gioco e diventare presidente della Lega Pro. Matteo Marani ha scelto una strada diversa, portando nel calcio istituzionale l'esperienza maturata tra Guerin Sportivo, Sky Sport e il racconto di alcune delle pagine più profonde della storia del pallone. In un'intervista a La Tribuna di Treviso, Marani ha spiegato le ragioni della scelta: "Per una sorta di impegno e di sfida. Sinceramente non pensavo ad un profilo istituzionale, ma dopo oltre trent'anni di calcio visto e raccontato, mi piaceva l'idea di dare un altro tipo di contributo. Ho portato le mie idee e mi sto impegnando in maniera totale, anche se non mi piace apparire troppo".

Una realtà lontana dai grandi palcoscenici

Il nuovo ruolo, racconta, lo ha portato a vivere quotidianamente una realtà molto diversa da quella dei grandi palcoscenici: "Il giorno dopo la mia prima elezione mi sono presentato in ufficio alle 7. A Firenze, sede della Lega, ci sono tutti i giorni, non ne ho mancato uno. La porta della mia stanza è sempre aperta, ciascuno dei sessanta presidenti può chiamarmi per qualsiasi problema". E poi ci sono i viaggi attraverso una categoria che copre sessanta città e diciannove regioni: "Vedi un'altra Italia, l'Italia che non credi possa esistere perché raramente va in prima pagina e non sempre per cose belle". Proprio questa immersione gli ha permesso di conoscere dall'interno una categoria che considera straordinaria: "Sono orgoglioso di essermi calato in questa realtà senza pensare a quello che facevo prima, la Serie A o la Champions, anche se da analista. Era un rischio che correvo". Oggi, secondo Marani, la Serie C ha ritrovato visibilità anche grazie alla presenza televisiva di Sky Sport e Rai Sport: "Si parla un po' dappertutto della Serie C e gli stadi della nostra categoria sono tornati a riempirsi. Il campionato è appena cominciato, mi auguro che sia una bella stagione per tutti i nostri club".

Il Football Video Support e le difficoltà economiche

Tra le innovazioni rivendicate dalla Lega Pro c'è il Football Video Support, il sistema che permette alle squadre di richiamare l'attenzione dell'arbitro su determinati episodi. "Da questa stagione passeremo da due a quattro telecamere, migliorando il servizio. Quando sento il presidente del Napoli, De Laurentiis, dire che serve il Var a chiamata o Allegri sostenere che bisogna fare come la Serie C, penso che stiamo battendo la strada giusta", spiega Marani. Il presidente non nasconde però le difficoltà economiche della categoria. "Oggi la categoria vive solo dell'impegno di imprenditori e volontari. Tutte le società ci rimettono. Chi tantissimo, chi un po' meno, chi fa miracoli. Ma la rimessa è certa e inevitabile". Il problema, secondo Marani, non si risolve semplicemente riducendo il numero delle squadre: "Prima la Serie C era a 120 squadre e le società fallivano. Poi sono diventate 90 e fallivano. Adesso sono 60 e, a volte, falliscono. Cosa significa tutto questo? Significa che si spende più di quanto si possa".

"Siamo la scuola elementare" del calcio italiano

Da qui la necessità di controlli più severi, ma anche di una riflessione sulla struttura economica del calcio italiano. "Noi abbiamo chiesto un'attività di controllo anche più ferrea, proprio per tutelare i campionati e le società che vi partecipano. Ma pochi sanno che l'attività della Lega non è di controllo, come non è di sanzione. La Federazione è il governo, la Lega è la Confindustria". Il tema centrale resta però quello delle risorse. Marani chiede una distribuzione diversa dei ricavi e un maggiore coinvolgimento della Serie A: "La crisi del calcio italiano è complessiva e bisogna distribuire meglio le risorse, lavorando insieme e rispettando le necessità. Se salta una squadra di Serie C è un danno per tutto il calcio italiano". E ancora: "Non si può riservare alla nostra Lega il 2 per cento delle risorse quando ai procuratori vanno 249 milioni l'anno. Non è questione solo di soldi, è questione di logica: è impossibile andare all'università senza avere fatto le scuole elementari. E noi siamo la scuola elementare".

Il futuro passa dai giovani e dalla sostenibilità

Una metafora che introduce anche il tema della formazione. Marani ha voluto al suo fianco Gianfranco Zola per lavorare sulla crescita dei settori giovanili: "Le prime squadre dipenderanno sempre di più dai giocatori che vanno in prima squadra". Investire sui giovani, secondo il presidente della Lega Pro, significa produrre un beneficio su più livelli: "Chi li cura ha un triplo vantaggio: tecnico, cioè calciatori da valorizzare in prima squadra; sociale, cioè togliere ragazzi dalla strada dove è possibile ogni devianza; economico, perché abbiamo da suddividere lo 0,5 per cento della mutualità a chi meglio opera con i giovani". Infine il tema della sostenibilità, che per Marani non può essere separato dal futuro della categoria. Il salary cap impone alle società di contenere la spesa rispetto ai ricavi: "L'anno prossimo sarà il 45 per cento, e tra due anni il 40. Lo ripeto: se non riduciamo le spese, non stiamo in piedi". E così anche quella che sembrava una semplice battuta diventa una linea programmatica: "Un terzino in meno e un laureato in più non è per nulla una battuta. Il calcio ha sempre più bisogno di professionisti fuori dal campo. Perché la sostenibilità è tutto".

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