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Un'altra occasione persa!
lunedì 15 dicembre 2025, 20:38Copertina
di Antonio Iannucci
per Tuttopescaracalcio.com

Un'altra occasione persa!

Il Pescara perde, ma questa volta la sconfitta fa ancora più male

Il Pescara perde, ma non racconta la vera partita. Contro il Frosinone finisce 1-2, ma il risultato è una punizione eccessiva per una squadra che ha giocato, creato, lottato e tenuto il campo con personalità. Se il calcio fosse solo una questione di merito, oggi all’Adriatico non sarebbe uscito sconfitto il Pescara.

I biancazzurri hanno affrontato una delle squadre più attrezzate del campionato senza timori reverenziali, con intensità e coraggio. Il Frosinone ha colpito con la qualità dei singoli, non con il dominio del gioco. Il secondo gol, in particolare, è un eurogol: una giocata fuori contesto, di quelle che spostano le partite anche quando l’avversario non sta soffrendo. Un colpo che cambia l’inerzia e spezza l’equilibrio, non una colpa strutturale del Pescara.

Ed è proprio questo il punto che rende la sconfitta amara: il Pescara c’è stato, eccome. Ha costruito occasioni, ha tenuto il baricentro alto, ha reagito allo svantaggio e non ha mai smesso di cercare il pareggio. Non è mancata la voglia, non è mancata la presenza mentale, non è mancata la qualità complessiva della prestazione. È mancato, semmai, quel dettaglio che separa una buona prova da un risultato utile.

Il Frosinone ha dimostrato perché sta in alto: cinismo, concretezza, capacità di colpire nei momenti chiave. Ma non ha mai dato l’impressione di avere la partita in pugno. Anzi, in diversi frangenti è stato il Pescara a fare la partita, a costringere gli avversari ad abbassarsi, a difendersi con ordine ma senza reale supremazia.

Ed è per questo che oggi la sconfitta pesa più di altre. Perché non nasce da una prestazione sbagliata, ma da una combinazione crudele di episodi, qualità individuali avversarie e mancanza di freddezza sotto porta. Un copione già visto troppe volte: il Pescara gioca, l’avversario colpisce.

La sensazione è che questa squadra abbia finalmente imboccato una strada più credibile dal punto di vista del gioco e dell’atteggiamento, ma continui a pagare a caro prezzo ogni minimo errore, ogni momento di disattenzione, ogni episodio sfavorevole. E in un campionato come questo, non basta giocare bene: serve trasformare le prestazioni in punti, altrimenti i giudizi restano sterili e la classifica diventa un macigno.

Oggi il Pescara non meritava di perdere.

Ma il calcio non assegna punti per il merito, li assegna per i gol.

E finché questa squadra non riuscirà a fare quel salto — mentale prima ancora che tecnico — continuerà a raccogliere meno di quanto produce.

La prestazione c’è stata.

Il risultato no.

E questa, forse, è la condanna più dura.

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