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Il Profeta, il Ragazzo e il Vento dell'Adriatico: la favola di Rebo-Gol
Oggi alle 15:51Copertina
di Stefano Barbati
per Tuttopescaracalcio.com

Il Profeta, il Ragazzo e il Vento dell'Adriatico: la favola di Rebo-Gol

Stefano Rebonato è stato l'attaccante simbolo della promozione in Serie A del Pescara nella stagione 1986-87, sotto la guida di Giovanni Galeone. Il bomber diventato un idolo assoluto della tifoseria

L'arrivo in Abruzzo e l'incontro con il "Profeta"

Estate 1986. Il Pescara viene ripescato in Serie B all'ultimo minuto a causa del fallimento del Palermo. In panchina arriva un tecnico friulano quasi sconosciuto al grande pubblico, un esteta del calcio: Giovanni Galeone.
In attacco c'è questo ragazzo veronese di 24 anni, Stefano Rebonato, reduce da stagioni altalenanti. Nessuno può immaginare che quell'incontro tra l'attaccante e il "Profeta" di Udine farà nascere una delle alchimie più pure del calcio italiano degli anni '80.

La nascita di "Rebo-Gol": un 4-3-3 da leggenda

Il Pescara di Galeone gioca un calcio totale, spregiudicato, fatto di fuorigioco altissimo, raddoppi e verticalizzazioni improvvise. In quel meccanismo perfetto assistito da ali come Pagano e Rocco, Rebonato diventa un killer d'area spietato.
I tifosi lo ribattezzano subito "Rebo-Gol". I suoi gol sono una fiera della varietà balistica:

Colpi di testa in tuffo sfidando i difensori più ruvidi.

Zampate da opportunista puro su fango e pioggia.

Acrobazie volanti che fanno esplodere la Curva Nord.

Il record dei 21 gol (senza rigori!)

C'è un dato che rende la stagione di Rebonato qualcosa di irripetibile. Si laurea capocannoniere della Serie B con 21 reti, ma la statistica clamorosa è che nessuna di queste arriva su calcio di rigore.
In un'epoca in cui le difese di Serie B erano famose per la loro durezza e i campi erano spesso ai limiti della praticabilità, segnare 21 gol tutti su azione (o sviluppo di punizione) è un'impresa titanica che proietta il Pescara dritto al primo posto, conquistando una storica promozione in Serie A insieme al Pisa.

L'atmosfera dell'Adriatico

Chi ha vissuto quell'anno ricorda un'atmosfera da brividi. Lo stadio era una marea biancazzurra fissa da 30-40 mila spettatori. Rebonato non era solo il centravanti; era il simbolo di un riscatto sportivo arrivato dal nulla. Ogni suo gol era accompagnato dal boato di una città intera che si specchiava nella spensieratezza e nella bellezza del gioco di quella squadra.

L'addio e il mito eterno

Dopo il trionfo, le strade si separano. Il presidente Scibilia cede il bomber alla Fiorentina per una cifra astronomica per l'epoca. In Serie A, a Pescara, arriveranno nientemeno che i brasiliani Júnior e Sliskovic, ma il vuoto lasciato da Rebo-Gol nel cuore dei tifosi rimarrà tangibile.

Ancora oggi, a distanza di quarant'anni, se pronunci il nome di Stefano Rebonato a Pescara, gli occhi di chi c'era si illuminano. Non è stato solo un centravanti da record; è stato il volto felice del miracolo più bello del calcio abruzzese.